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La minoranza tedesca in Cecoslovacchia e i suoi rapporti con la Germania nazista (1933-1939)

L’Europa orientale fra le due guerre mondiali è l’Europa delle minoranze nazionali. Mescolati e intrecciati sul territorio da secoli di storia, slavi, magiari, rumeni, ebrei e tedeschi non costituivano dei blocchi nazionali omogenei che si prestavano facilmente alla divisione.
Applicare il principio di autodeterminazione dei popoli su di una realtà in cui varie Nazioni vivevano l’uno a fianco all’altra condividendo lo stesso territorio, come fecero le potenze occidentali a Versailles nel 1919, era molto pericoloso in quanto dava vita non solo a stati nazionali, ma anche a numerose minoranze, come quella tedesca di Cecoslovacchia.
I tedeschi dei Sudeti, che da secoli regnavano su una delle regioni più ricche e prospere dell’Impero asburgico, si trovarono improvvisamente a passare dalla condizione di ‘dominanti’ a quella di ‘dominati’ perdendo per sempre la loro posizione privilegiata. Le conseguenze di tale situazione si fecero sentire a livello politico, economico, sociale, psicologico. Penalizzata dalla perdita dei mercati tradizionali dell’impero austro-ungarico e dalle riforme agrarie cecoslovacche, la precaria situazione dell’economia sudeta fu ulteriormente aggravata dalla crisi mondiale del 1929.
Si vennero così a creare le condizioni migliori per lo sviluppo e la proliferazione del movimento nazionalista che, in una regione come quella boemo-morava, dove i cechi e i tedeschi si contrapponevano da tempi immemorabili, era presente e attivo da molto tempo.
Tuttavia nazionalismo e nazismo sono due cose distinte e separate e anzi qui la questione sta proprio nel verificare se i nazionalisti sudeti fossero anche nazisti e se si possa parlare del partito tedesco dei sudeti come quinta colonna, vale a dire come di uno strumento della politica espansionista nazista verso l’Europa orientale.
Per verificare questa ipotesi, dopo un breve excursus sulle origini e sulle condizioni politiche, economiche e sociali dei sudeti fra le due guerre (capitolo primo), si è passati ad analizzare la natura e la storia del movimento nazionalista tedesco in Cecoslovacchia (capitolo secondo) e il rapporto che lo legava alla Germania delle associazioni dei tedeschi all’estero (capitolo terzo). In particolare ci si è voluti soffermare su come i nazisti tedeschi si siano inseriti in questo rapporto (capitolo terzo e quarto) e quali conseguenze abbia avuto questo interessamento sul destino dei sudeti e dell’Europa tutta (capitolo quarto e quinto).
Lo studio si è avvalso di numerose fonti, reperite in gran parte presso due dei più importanti istituti di ricerca tedeschi per la storia dei Sudeti e della Cecoslovacchia, il Sudetendeutsches Archiv e il Collegium Carolinum, entrambi con sede a Monaco di Baviera.
Si tratta di fonti sia bibliografiche, soprattutto tedesche e ceche (ma anche italiane, come il prezioso contributo del Leoncini sui Sudeti), sia primarie, quali i discorsi di Henlein, i documenti pubblicati dal ministero degli esteri cecoslovacco e da quello tedesco, le riviste sudete del periodo considerato.

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5 Introduzione L’Europa orientale fra le due guerre mondiali è l’Europa delle minoranze nazionali. Mescolati e intrecciati sul territorio da secoli di storia, slavi, magiari, rumeni, ebrei e tedeschi non costituivano dei blocchi nazionali omogenei che si prestavano facilmente alla divisione. Applicare il principio di autodeterminazione dei popoli su di una realtà in cui varie Nazioni vivevano l’uno a fianco all’altra condividendo lo stesso territorio, come fecero le potenze occidentali a Versailles nel 1919, era molto pericoloso in quanto dava vita non solo a stati nazionali, ma anche a numerose minoranze, come quella tedesca di Cecoslovacchia. I tedeschi dei Sudeti, che da secoli regnavano su una delle regioni più ricche e prospere dell’Impero asburgico, si trovarono improvvisamente a passare dalla condizione di ‘dominanti’ a quella di ‘dominati’ perdendo per sempre la loro posizione privilegiata. Le conseguenze di tale situazione si fecero sentire a livello politico, economico, sociale, psicologico. Penalizzata dalla perdita dei mercati tradizionali dell’impero austro-ungarico e dalle riforme agrarie cecoslovacche, la precaria situazione dell’economia sudeta fu ulteriormente aggravata dalla crisi mondiale del 1929.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federica Donnini Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1743 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.