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La sindrome da stress nel modello di Karasek: il caso Confartigianato

Nel presente lavoro, è presentata una ricerca sullo stress, secondo il modello Domanda/Controllo di Karasek, sperimentata su un campione di 358 artigiani di diverse categorie, in particolare 4.

Nella prima parte sono discussi gli scenari della ricerca, quindi il rapporto tra lo stress ed il Lavoro.

Nella seconda parte sono evidenziate le modalità della ricerca: è stato sottoposto al campione un questionario sullo stress, capace di identificare le quattro dimensioni. (Domanda, Controllo Supporto Sociale,Malattie Psicosomatiche).

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1 INTRODUZIONE. Nel mondo del lavoro, vi è molta preoccupazione per alcuni stati di malessere soggettivo, denomiati stressors, che interessano una moltitudine di figure professionali. La preoccupazione di fondo delle imprese, nasce dal fatto di prevenire in qualche modo il sorgere di malesseri derivanti dagli eccessivi stimoli nocivi; tuttavia questi dyimoli portano l’insorgenza di stress.Vi sono vari modi per descrivere lo Stress da Lavoro, che tuttavia non mancano di darne una specifica definizione oggettuale. Ad esempio il dizionario Francese Grand Larousse, definisce la fatica come ”diminuzione del potere funzionale provocato da un eccesso di lavoro accompagnato da una sensazione caratteristica di malessere”. La fatica fisica è un fenomeno generale di difesa riscontrabile in tutti gli esseri viventi, è un linguaggio del corpo che dovrebbe guidare l’individuo nella regolazione dello sforzo che talvolta diventa sintomo di alienazione industriale. L’ affaticamento può essere principalmente neuromuscolare, soggettivo e industriale. Nelle prime due forme vi sono alcune connotazioni di carattere fisiologico mentre in quella industriale, il livello di affaticamento si misura tramite strumenti statistici come le ormai collaudate rilevazioni sul campo: statistiche sugli infortuni, rilevazioni sui lavori male eseguiti, i livelli di assenteismo. Il rapporto stress-motivazione esercita un ruolo importante. Nella determinazione degli stati di affaticamento, la motivazione e l’interesse al lavoro riducono l’affaticamento mediante l’aumento di energia psichica mobilitata: altri fattori quali periodi di riposo e grado di rapidità del lavoro riducono il senso di affaticamento mediante il dispendio razionale ed efficiente di energie. Se l’interesse è scarso, ben presto appaiono i segni della fatica mentale, al contrario se è forte i segni della fatica si evidenziano solo al sopraggiungere dell’ esaurimento fisico. Le condizioni di affaticamento e da stress, nel loro perdurare portano cambiamenti significativi a livello fisiologico e psichico, il cui insieme è stato definito “Sindrome Generale di Adattamento”. Gli studi sulla fatica per quanto numerosi, hanno ceduto il passo a studi molto più interessanti quali quelli sullo stress ed in particolare sull’ interazione uomo-ambiente. Gli studi del biologo Seyle, sviluppatisi inizialmente in ambito biologico, hanno successivamente dato inizio ad una serie di ricerche anche nell’ ambito delle scienze del comportamento umano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Luca Iovane Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8648 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.