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Il concetto di ''nuove prove'' ai fini della revisione

Informazioni tesi

  Autore: Mirko Massimo Petrachi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Rossano Adorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

L'istituto della revisione costituisce tradizionalmente uno dei più delicati punti di equilibrio del nostro sistema processuale penale, perché attraverso la sua disciplina, il nostro ordinamento mira a realizzare una non facile mediazione tra la tendenza autoconservativa del giudicato e la necessità di verificare l'ipotesi di errore giudiziario, così da scongiurare il pericolo che al rigore delle forme siano sacrificate le esigenze di giustizia e verità reale.
Precisato, dunque, che fondamento dogmatico della revisione è quello di dare priorità alle esigenze di giustizia sostanziale, la lettera c) dell'art. 630 c.p.p., disciplina la più classica ipotesi di revisione, quella di sopravvenienza e scoperta di "nuove prove" che da sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato debba essere prosciolto ai sensi dell'art. 631 c.p.p.
In particolare, negli ultimi capitoli della tesi, la novità probatoria viene posta a confronto con l'analisi di alcuni casi specifici, tra cui il "caso Sofri".

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CAPITOLO PRIMO LA REVISIONE QUALE MEZZO D’IMPUGNAZIONE STRAORDINARIA SOMMARIO: 1. Premesse definitorie e fondamento dogmatico. – 2. Condanne soggette a revisione. – 3. Casi di revisione. – 3.1 (segue) Inconciliabilità dei fatti stabiliti a fondamento della condanna con quelli accertati in altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o speciale. – 3.2 (segue) Inconciliabilità della condanna con la sentenza civile o amministrativa, successivamente revocata, che ne abbia costituito il presupposto. – 3.3 (segue) Sopravvenienza o scoperta di nuove prove. – 3.4 (segue) Condanna pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio ovvero di altro fatto previsto dalla legge come reato. – 4. Limiti della revisione. – 5. Soggetti legittimati e forma della richiesta. – 6. Declaratoria d’inammissibilità. – 7. Giudizio di revisione. – 8. La sentenza. – 9. I limiti alla riproponibilità della richiesta. – 10. Gli effetti: la riparazione dell’errore giudiziario. – 11. Le altre azioni risarcitorie a favore della vittima dell’errore giudiziario. – 12. Brevi riflessioni sull’errore giudiziario: il caso Barillà. 1. Premesse definitorie e fondamento dogmatico. L’istituto della revisione costituisce tradizionalmente uno dei più delicati punti di equilibrio del nostro sistema processuale penale, perché, attraverso la sua disciplina, l’ordinamento mira a realizzare una non facile mediazione tra la tendenza autoconservativa del giudicato e la necessità di verificare l’ipotesi dell’errore giudiziario 1 , così da scongiurare il pericolo che al rigore delle forme siano sacrificate le 1 DEAN, La revisione, in Gaito (a cura di), Le impugnazioni penali, II, Torino 1998, p. 795; a tal proposito, in generale, v. AUGENTI, Lineamenti del processo di revisione, Padova, 1949, p. 1; CRISTIANI, La revisione del giudicato nel sistema del processo penale italiano, Milano, 1970, p. 79; JANNITTI PIROMALLI, La revisione dei giudicati penali, Roma, 1947, p. 20; NORMANDO,

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Parole chiave

caso sofri
novità probatoria
novum probatorio
nuove prove
procedura penale
revisione del giudicato
articolo 630 del codice penale

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