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La pelle su misura: cultura architettonica e d'impresa, progettisti e scenari contemporanei

Informazioni tesi

  Autore: Nicoletta Gregoris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Andrea Campioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

Il lavoro di tesi e d’indagine è stato orientato a riflettere sulla funzione, sul ruolo e sull’integrazione tra il lavoro del progettista contemporaneo e quello della società specializzata con particolare interesse per il sub-sistema involucro, in modo specifico di tipo doppio dato che nell’architettura dell’ultimo secolo le trasformazioni maggiori hanno riguardato proprio questo sub sistema.
FINO A CHE PUNTO LA PARTECIPAZIONE DELLA SOCIETA’ SPECIALIZZATA LIMITA, INFLUENZA, FAVORISCE IL LAVORO DEL PROGETTISTA? PER UN NUOVO EDIFICIO UN PROGETTISTA SCEGLIEREBBE UN ELEMENTO COMPLESSO COME LA DOPPIA PELLE? FUTURO O MODA?
Quattro casi di edilizia terziaria, scolastica e mista, analizzati per rispondere:
1. Scuola Edile di Perugia, realizzata dallo studio HOF associati e dalla società Schüco International; a ventilazione naturale l’involucro si compone di una pelle interna, con infissi ad alta protezione termo-acustica e vetri-camera del tipo selettivo, costituiti una parte vetrata ovvero finestre alte quanto un piano e parapetti ciechi, mentre le lastre che costituiscono la pelle esterna possono essere definite a fissaggio puntuale con vetri pinzati;
2. Asea Brown Boveri, Sesto San Giovanni realizzata dall’arch. Marzorati con l’ausilio della società Seralwall di Trezzo d’Adda con un pacchetto da 200mm costituito da una facciata “attiva”, con moduli di 1,51 metri e il soffitto climatizzato. L’arch. Marzorati e la società Seralwall hanno dato vita al progetto con l’ausilio concreto del committente, la società ABB, a partire dalla fase preliminare del lavoro con l’apporto di un ulteriore attore: la società DEGW incaricata di studiare l’articolazione degli spazi interni l’edificio approntando un vero e proprio piano di “functional appraisal” per una attenta analisi della quantità di spazio offerta dai diversi piani dell’edificio verificando l’adeguato posizionamento delle vie di fuga, degli impianti di risalita, la percentuale di superficie destinata a vani tecnici e mettendo a fuoco due parametri : NIA e GIA ovvero l’efficienza per la proprietà e l’efficienza per chi utilizza l’edificio.
3. Complesso edilizio di via Bergognone a Milano, realizzato dallo studio MCA e dalla società CNS su commissione di Hines Italia; la tecnologia è quella della facciata strutturale a vetro camera a ventilazione naturale con una seconda pelle a sbalzo di 60 cm che crea un’intercapedine praticabile con vetri appesi ad un sistema tensostrutturale attraverso supporti in acciaio e tenuti insieme da un sistema a rotules a scomparsa che si fissa solo sulla lastra interna del pannello stratificato.
4. Nuovo aeroporto di Cagliari Elmas, realizzato su commissione della società ADANTI spa, dalla società SOGAER, che si configura sia come progettista che come gestore dell’aeroporto stesso, con la società Tosoni; la cellula fondamentale è costituita da tre specchiature (90x200cm ciascuna) caratterizzata da vetri chiari per le prime due fasce e serigrafati per l’ultima recanti il logo della ditta incaricata della gestione dell’aeroporto stesso. La doppia pelle è costituita da una struttura a celle con un vetro esterno di tipo monolitico di dimensione 8 mm, un’intercapedine di 140 mm all’interno della quale è collocata la tenda a lamelle veneziane microforate e due bocchette di aspirazione dell’aria. Per la messa a punto di tale sistema sono state effettuate numerose prove specifiche fluidodinamiche, acustiche e termiche prendendo in esame oltre all’ermeticità agli agenti atmosferici, l’inerzia termica, i tipi di filtri da utilizzare, la portata d’aria e la temperatura nell’intercapedine, e mettendo a punto una serie di modelli di calcolo in relazione al posizionamento della tenda nell’intercapedine o all’isolamento acustico utilizzando la cellula campione in diverse ore del giorno con tende alzate o abbassate. Questa analisi del comportamento della facciata ha richiesto un mese di tempo.

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1 Presentazione Il lavoro di tesi e d’indagine è stato orientato a riflettere sulla funzione, sul ruolo e sull’integrazione tra il lavoro del progettista contemporaneo e quello della società specializzata con particolare interesse per il sub-sistema involucro, in modo specifico di tipo doppio dato che nell’architettura dell’ultimo secolo le trasformazioni maggiori hanno riguardato proprio questo sub sistema. FINO A CHE PUNTO LA PARTECIPAZIONE DELLA SOCIETA’ SPECIALIZZATA LIMITA, INFLUENZA, FAVORISCE IL LAVORO DEL PROGETTISTA? PER UN NUOVO EDIFICIO UN PROGETTISTA SCEGLIEREBBE UN ELEMENTO COMPLESSO COME LA DOPPIA PELLE? FUTURO O MODA? Quattro casi di edilizia terziaria, scolastica e mista, analizzati per rispondere: 1. Scuola Edile di Perugia, realizzata dallo studio HOF associati e dalla società Schüco International; a ventilazione naturale l’involucro si compone di una pelle interna, con infissi ad alta protezione termo-acustica e vetri-camera del tipo selettivo, costituiti una parte vetrata ovvero finestre alte quanto un piano e parapetti ciechi, mentre le lastre che costituiscono la pelle esterna possono essere definite a fissaggio puntuale con vetri pinzati; 2. Asea Brown Boveri, Sesto San Giovanni realizzata dall’arch. Marzorati con l’ausilio della società Seralwall di Trezzo d’Adda con un pacchetto da 200mm costituito da una facciata “attiva”, con moduli di 1,51 metri e il soffitto climatizzato. L’arch. Marzorati e la società Seralwall hanno dato vita al progetto con l’ausilio concreto del committente, la società ABB, a partire dalla fase preliminare del lavoro con l’apporto di un ulteriore attore: la società DEGW incaricata di studiare l’articolazione degli spazi interni l’edificio approntando un vero e proprio piano di “functional appraisal” per una attenta analisi della quantità di spazio offerta dai diversi piani dell’edificio verificando l’adeguato posizionamento delle vie di fuga, degli impianti di risalita, la percentuale di superficie destinata a vani tecnici e mettendo a fuoco due parametri : NIA e GIA ovvero l’efficienza per la proprietà e l’efficienza per chi utilizza l’edificio.

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Parole chiave

progettazione architettonica
architettura d involucro

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