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La comunicazione e l'informazione nei processi culturali, tra teoria e indagine empirica (La costruzione mediata della realtà)

L'informazione giornalistica d'attualità e la comunicazione mediale rappresentano le cellule base della conoscenza della realtà. Una "quotidianizzazione" percettiva e cognitiva sulla nostra conoscenza del mondo proprio tramite la ricezione di una serie di input informativi relativi alla produzione giornalistica e comunicativa, soggetta ad una serie di processi socio-culturali senza precedenti, in una abbondanza di risorse di informazione e comunicazione che si scontra con una paradossale "scarsità", conseguente a dinamiche di omologazione e centralità della complessiva architettura informativa che soggiace alla fabbricazione delle notizie.
Ecco la necessità analitica di un percorso teorico e descrittivo sul tema, oltre a una ricerca empirica qualitativa su Giornalisti e Giornalismo, o meglio Giornalismi...

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Introduzione. Il rapporto tra Giornalismo e Scienze umane e sociali è un capitolo importante e problematico nella Storia e Sociologia della Comunicazione e del Giornalismo. Tale rapporto pone le sue basi nel positivismo della seconda metà dell’Ottocento, periodo in cui si stringono i primi legami e affinità tra giornalisti e sociologi, due gruppi sociali emergenti alla ricerca di legittimazione per le proprie attività allora in voga, nella stagione che vede l’affermarsi del giornalismo moderno e di massa e della sociologia scientifica. Le relazioni di interdipendenza assumono un’organicità stabile e progettuale specie negli Stati Uniti, dove sorgono, infatti, i primi Istituti di Sociologia e le prime Scuole di Giornalismo all’interno dell’ambito disciplinare sociologico e umanistico, come quella del Missouri fondata da Walter Williams nel 1908. Esiste una questione comune e aperta alla discussione tra giornalismo e sociologia: l’aspirazione teorica e pratica di legittimazione dei rispettivi metodi di conoscenza del mondo sociale (Robert Park 1940). La diretta interdipendenza favorita da processo culturali e sociali tra Giornalismo e Scienze sociali hanno reso il giornalismo istituzione cardine della cultura americana, arrivando alla fondazione, per iniziativa di Robert Park, sociologo e giornalista, della University Chicago Press, scuola di pensiero e azione del giornalismo investigativo americano, secondo la metodologia dell’osservazione partecipante, nel “battere i marciapiedi” alla ricerca della vita marginale e nascosta della metropoli. Walter Lippmann nel 1922 pubblica L’Opinione pubblica e nel ’27 la sociologia empirica della comunicazione conosce un suo inizio con Harold Lasswell in Propaganda Tenique in the World War. Dopo la Seconda Guerra mondiale, negli Stati Uniti è il periodo della comunication research con la fitta rete di istituzioni accademiche, di formazione e ricerca sulle comunicazioni di massa. Questa direttrice sociologica e giornalistica entra però in crisi con i cambiamenti sociali e culturali che dagli anni ’60 e anni ’70 hanno successivamente portato a un nuovo scambio di saperi e terreni di dibattito. Si afferma il movimento del “new journalism”, un giornalismo a matrice letteraria, di intonazione e taglio “soggettivo”; si rafforza anche un “giornalismo advocate”, di denuncia, ridefinendo l’obbiettività giornalistica come mito del giornalismo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federico De Rossi Contatta »

Composta da 359 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3500 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.