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Politica e diritto internazionale nel dibattito sul conflitto iracheno 2003

La tesi si occupa della complessa vicenda del conflitto iracheno 2003 muovendo dalla lettura di Affari Esteri e Politique Etrangère ed ampliando il dibattito alle posizioni assunte dai maggiori esponenti politici, giornalisti, politologi e giuristi. Partendo dalla formazione politica dell’Iraq e dal suo ingresso nella Società delle Nazioni nel 1932, l’excursus storico evidenzia come l’Homo Novus Saddam Hussein, riesce ad entrare prima nel Baath e ad assumere successivamente le redini del potere. La fine della guerra fredda pone le condizioni ottimali, secondo il Raìs, per intraprendere la campagna militare ai danni del Kuwait. Le vicende successive e le relative Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza mostrano la posizione assunta dal governo iracheno rispetto al tema del disarmo. Una particolare lettura della Risoluzione 1441 (2002) conduce al recente conflitto che dal 21 marzo al 1 maggio vede l’Iraq teatro di guerra. L’intricata gestione del territorio nella fase postbellica rende insicura la regione, che negli ultimi tempi ha registrato un crescente numero di attentati contro le truppe di occupazione. Al termine dell’elaborato si riflette sulla posizione assunta all’inizio dell’anno da Francia e Germania.

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INTRODUZIONE La complessità del mondo contemporaneo non si lascia più ricondurre ad un mero gioco di alleanze bipolari basate esclusivamente sulla logica di potenza (balance of power). Il terrorismo internazionale, la proliferazione di armi di distruzione di massa (WMD, weapons of mass destruction), di natura batteriologica, chimica o radioattiva, e le ideologie estremiste costituiscono la più recente congiuntura di minacce alla sicurezza e alla pace mondiale. La fine della guerra fredda, in cui l’ordine era stato assicurato “dal contenimento, dalla dissuasione o dalla deterrenza nucleare” 1 per i danni incalcolabili che sarebbero scaturiti dall’uso degli armamenti non convenzionali, ha visto la costruzione di un nuovo ordine mondiale basato sulla presenza di un’unica superpotenza: gli Stati Uniti d’America. Si apre, dunque, un nuovo capitolo, che racchiude dodici anni di storia delle relazioni internazionali, dalla caduta del muro di Berlino all’attacco al World Trade Center. L’era post-imperiale segna la comparsa dei cosiddetti “Stati Falliti, paesi che una volta sarebbero stati maturi per essere fagocitati da una potenza imperialista, ma che oggi non interessano più a nessuno” 2 . 1. L. V. Ferraris, Un nuovo sistema internazionale, in “Affari Esteri”, Aprile 2003, pag. 319 2 R. Cooper, La forza della pace, “Affari Esteri”, Aprile 2003, pag. 401

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Cardella Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2365 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.