Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico

Dopo una breve introduzione che cerca di inquadrare chi sono i migranti di oggi e che peso hanno sui banchi di scuola europei, si passa alla normativa riguardante l'alunno in quanto minore e immigrato. Nel terzo capitolo ho cercato di analizzare le metodologie applicate da diversi paesi per l'nsegnamento della lingua seconda per poi concludere guardando la nuova figura del mediatore culturale come ponte tra culture e mondi. Il lavoro cerca di analizzare in primo luogo le differenza tra Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia analizzando anche differenti progetti per l'inserimento dei bambini stranieri che le chiamano in causa.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Da sempre l’Europa è stata scenario di migrazioni di migliaia di uomini e di donne, i quali per scelta o per necessità si sono spostati da un paese o addirittura da un continente ad un altro. Dal 1965 agli anni Novanta, il numero di migranti a livello mondiale è cresciuto passando da 75 milioni a 120 milioni di unità. Nel 2000, 168 milioni di persone vivevano fuori dal loro stato di nascita, e la rete migratoria è cresciuta del 2,8% rispetto alla decade precedente 1 . Guardando ai più recenti dati sulle cifre dell’immigrazione in Italia 2 , vediamo come il numero delle presenze regolari sfiori per l’anno 2002 le 1 600 000 unità, andando a incidere sulla popolazione residente con una percentuale del 2,8% (una presenza ogni trentotto residenti): cifre irrisorie se paragonate alla proporzione media europea (uno a venti), ma che ci pongono tra i paesi “di nuova” immigrazione se consideriamo che nel 1991 le presenze arrivavano a circa 650.000 unità. Ma perché la gente lascia la propria casa, il proprio paese? Che cosa sperano di trovare coloro che compiono spostamenti simili in tutto il mondo? Persone che cambiavano la loro vita, attirate dalla speranza di “fare fortuna”, che in passato significava seguire per esempio il grande sogno delle miniere di oro o semplicemente trovare una terra più fertile da coltivare. Questo “fare fortuna” oggi per molti significa scappare dalle guerre, dalle persecuzioni, poter vivere in condizioni degne da essere considerate umane e poter garantire un futuro ai propri figli. Grandi spostamenti si sono avuti lungo tutta la storia dell’umanità, ma il fenomeno si è accentuato negli ultimi duecento anni. Prima lo sviluppo industriale, poi le guerre con il parallelo evolversi dei mezzi di trasporto hanno visto milioni di persone entrare a far parte di quel fenomeno che si chiama migrazione. Per ciò che riguarda la storia dell’Italia abbiamo vissuto la piena emigrazione nella seconda metà del secolo scorso. Nel secondo dopoguerra, la situazione 1 www.europa.eu.int/comm/eurostat/ 2 CARITAS - MIGRANTES, Dossier statistico immigrazione 2002, Nuova Anterem, Roma.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Anzideo Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6349 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.