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Le organizzazioni territoriali dell’innovazione, il caso Sophia Antipolis

Nell’ambito della dottrina economica abbiamo una limitata conoscenza delle fonti dei progressi tecnologici e del perché il ritmo del progresso vari in relazione dello spazio e del tempo, mentre si ha una generale accettazione che l’ammontare dei cambiamenti tecnologici sia importante nel determinare una sostanziale percentuale di crescita economica. Le nuove teorie sullo sviluppo economico spiegano che la divergenza nelle percentuali di crescita potrebbe essere il risultato dell’incremento della produttività della conoscenza (intesa come ricerca scientifica ed intellettuale ad alti livelli). La concentrazione geografica di conoscenza facilita le ricerche informative, incrementa l’intensità della ricerca e, in generale, accresce la coordinazione tra funzioni diverse. La presenza di economie esterne maturate dalla conoscenza crea differenze spaziali nella distribuzione dell’attività economica
L’innovazione, forse più di ogni altra attività economica, dipende dalla conoscenza. I nuovi prodotti sono il risultato di un processo di commercializzazione che inizia con l’invenzione, procede con lo sviluppo del prodotto, e termina con l’introduzione nel mercato. Prodotti innovativi che riscuotono un successo commerciale combinano la conoscenza scientifica e tecnica con la conoscenza del mercato. L’introduzione di un nuovo prodotto riflette sia un efficiente organizzazione, sia la sintesi di queste differenti tipologie di conoscenza.
Per gli studiosi di sviluppo economico da Adam Smith a Joseph Schumpeter, l’innovazione è vista come il frutto di imprenditori i quali hanno utilizzato in maniera nuova le risorse disponibili per raggiungere profitto e crescita. Le analisi dell’innovazione sono state tipicamente confinate nei confini organizzativi delle imprese individuali, anche se la nozione che la capacità di innovare incorpora fonti esterne di conoscenza era già stata elaborata e generalmente accettata. Altri studiosi descrivono l’innovazione come un processo di “problem-solving” che mischia la conoscenza “privata” con la conoscenza “pubblica”. La conoscenza privata proviene principalmente dalle imprese ma anche da associazioni industriali, società scientifiche e professionali, e da network di imprese simili e di servizi di supporto. La conoscenza pubblica è ottenuta da istituzioni che supportano la R&D nei campi scientifici e tecnologici. Queste sono principalmente le università ma possono essere inclusi anche vari programmi governativi di trasferimento scientifico e tecnologico. In questa visione, l’innovazione incorpora un più ampio panorama di istituzioni e relazioni economiche e sociali di quanto ritenuto in precedenza.
La geografia, vista nel suo significato fondamentale, fornisce alle organizzazioni i diversi tipi di conoscenza di cui hanno bisogno per la commercializzazioni di nuovi prodotti. Ci aspettiamo che la conoscenza attraversi corridoi e strade più facilmente che continenti e oceani. Le fonti della conoscenza sono incorporate negli uomini e nelle istituzioni e sono meno geograficamente mobili dei capitali finanziari. Le fonti della conoscenza, le istituzioni pubbliche e private in una regione, formano una infrastruttura tecnologica. Questa infrastruttura tecnologica promuove il trasferimento di conoscenza, facilita la risoluzione dei problemi, e riduce i rischi e i costi dell’innovazione. Una volta installata, la struttura tecnologica crea una capacità per l’innovazione. Grazie alla natura cumulativa e auto-replicante della conoscenza, questa capacità diviene specializzata nei particolari settori tecnologici ed industriali. Come risultato di questa concentrazione di conoscenza in un luogo geografico specifico, il progresso tecnologico e la competitività industriale vengono considerevolmente aumentate. E’ in questo modo che la geografia gioca un ruolo essenziale nell’innovazione, e nella crescita di avanzate società capitalistiche.

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Capitolo 1 Concetti, definizioni e varie tipologie delle strutture d’innovazione territoriale Par 1.1: Introduzione Nell’ambito della dottrina economica abbiamo una limitata conoscenza delle fonti dei progressi tecnologici e del perché il ritmo del progresso vari in relazione dello spazio e del tempo, mentre si ha una generale accettazione che l’ammontare dei cambiamenti tecnologici sia importante nel determinare una sostanziale percentuale di crescita economica 1 . Le nuove teorie sullo sviluppo economico spiegano che la divergenza nelle percentuali di crescita potrebbe essere il risultato dell’incremento della produttività della conoscenza (intesa come ricerca scientifica ed intellettuale ad alti livelli). La concentrazione geografica di conoscenza facilita le ricerche informative, incrementa l’intensità della ricerca e, in generale, accresce la coordinazione tra funzioni diverse. La presenza di economie esterne maturate dalla conoscenza crea differenze spaziali nella distribuzione dell’attività economica 2 . L’innovazione, forse più di ogni altra attività economica, dipende dalla conoscenza. I nuovi prodotti sono il risultato di un 1 Lucas 1993

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Langkraer Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1677 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.