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Asimmetrie tra imprese e leadership del mercato

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Lazzerini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Luigi Filippini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

Nell’ambito dell’analisi del rapporto asimmetrico tra imprese e dei problemi connessi al raggiungimento ed al mantenimento di una leadership di mercato, si affronta il tema del razionamento inteso come scelta volontaria da parte delle imprese di limitare la quantità di output venduta o prodotta con un intento di tipo strategico.
Per prima cosa, bisogna dire che il razionamento rappresenta uno tra i possibili criteri per realizzare l’allocazione dei beni o dei servizi sul mercato; di norma però, è considerato un criterio sub-ottimale. La ragione di ciò è che buona parte dei modelli microeconomici parte dal presupposto che il sistema dei prezzi sia comunque il metodo più efficiente ed economico. In altri termini, si sostiene implicitamente che il sistema più economico ed efficiente che le imprese possono adottare per allocare i propri beni sul mercato consista nel fissare un prezzo tale da garantire il costante equilibrio tra domanda ed offerta; ogni possibile criterio alternativo è giudicato sub-ottimale e quindi o non viene preso in considerazione, oppure è posto in secondo piano.
Se però si osservano i dati empirici, si notano numerosi episodi di ricorso al razionamento e ad altri criteri alternativi: ciò può significare che le imprese operano adottando criteri non ottimali, oppure che è necessario riconsiderare l’effettiva efficienza e l’effettiva validità del sistema dei prezzi. Vista la varietà e la numerosità dei contesi all’interno dei quali si osservano episodi di ricorso al razionamento, probabilmente risulta più corretta la seconda alternativa. In effetti, è facile capire quanto sia irrealistica l’idea che una impresa possa continuamente modificare il livello dei propri prezzi anche a seguito di una minima variazione della domanda. Si può quindi affermare che il sistema dei prezzi è eccessivamente meccanico e semplicistico e non riflette l’effettiva complessità delle scelte realizzate da coloro che operano all’interno del mercato.
L’obiettivo primario delle imprese non è certo quello di garantire il costante equilibrio tra domanda ed offerta, bensì di realizzare il maggior profitto possibile ricorrendo, ad esempio, ad opportune strategie di marketing: tali strategie si possono concretizzare nella scelta di vendere alcuni prodotti sottocosto per attirare i consumatori; vendere un prodotto sottocosto però significa creare volontariamente un eccesso di domanda e ciò risulta in evidente contrasto con il principio su cui si basa il sistema dei prezzi (costante equilibrio tra domanda ed offerta).
Per quanto concerne la struttura di questo lavoro, bisogna dire che in ciascuno dei primi tre capitoli sono collocati tre modelli; a prima vista, ogni modello appare autonomo ed indipendente. In realtà, è legato agli altri due da una comune prospettiva di osservazione del tema del razionamento.
In particolare, nel primo capitolo sono presentati tre modelli (Levitan-Shubik, Kreps-Scheinkman, Davidson-Deneckere) che consentono di stabilire un legame tra sistemi tradizionali di duopolio (Cournot, Bertrand e Stackelberg) e razionamento.
Nel secondo capitolo (Gelman-Salop, Boyer-Moreaux: il caso in cui una impresa stabilisce prezzo e numero di consumatori da servire ed il caso in cui una impresa stabilisce prezzo e quantità) si cerca di capire in che modo le imprese possano ricorrere in modo profittevole al razionamento nell’ambito del rapporto con le proprie concorrenti.
All’interno del terzo capitolo invece (Allen-Faulhaber, Van Cayseele, Denicolò-Garella), il razionamento è concepito come strumento che le imprese possono utilizzare per rapportarsi al mercato con l’obiettivo di estrarre dai consumatori il maggior surplus possibile.
In sostanza, lo strumento utilizzato è lo stesso ma variano le modalità di impiego e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Il quarto ed ultimo capitolo, si apre presentando una serie di considerazioni riassuntive e conclusive in merito al tema del razionamento per poi passare alla descrizione di alcuni significativi dati empirici i quali contribuiscono a rafforzare l’idea di una necessaria rivalutazione dei criteri di allocazione di norma ritenuti alternativi e sub-ottimali.
Nella pagina seguente è riportato un diagramma che rappresenta la disposizione dei modelli descritti nei primi tre capitoli evidenziandone anche il relativo ordine cronologico.

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Asimmetrie tra imprese e leadership del mercato Nell’ambito dell’analisi del rapporto asimmetrico tra imprese e dei problemi connessi al raggiungimento ed al mantenimento di una leadership di mercato, si affronta il tema del razionamento inteso come scelta volontaria da parte delle imprese di limitare la quantità di output venduta o prodotta con un intento di tipo strategico. Per prima cosa, bisogna dire che il razionamento rappresenta uno tra i possibili criteri per realizzare l’allocazione dei beni o dei servizi sul mercato; di norma però, è considerato un criterio sub-ottimale. La ragione di ciò è che buona parte dei modelli microeconomici parte dal presupposto che il sistema dei prezzi sia comunque il metodo più efficiente ed economico. In altri termini, si sostiene implicitamente che il sistema più economico ed efficiente che le imprese possono adottare per allocare i propri beni sul mercato consista nel fissare un prezzo tale da garantire il costante equilibrio tra domanda ed offerta; ogni possibile criterio alternativo è giudicato sub-ottimale e quindi o non viene preso in considerazione, oppure è posto in secondo piano. Se però si osservano i dati empirici, si notano numerosi episodi di ricorso al razionamento e ad altri criteri alternativi: ciò può significare che le imprese operano adottando criteri non ottimali, oppure che è necessario riconsiderare l’effettiva efficienza e l’effettiva validità del sistema dei prezzi. Vista la varietà e la numerosità dei contesi all’interno dei quali si osservano episodi di ricorso al razionamento, probabilmente risulta più corretta la seconda alternativa. In effetti, è facile capire quanto sia irrealistica l’idea che una impresa possa continuamente modificare il livello dei propri prezzi anche a seguito di una minima variazione della domanda. Si può quindi affermare che il sistema dei prezzi è eccessivamente meccanico e semplicistico e non riflette l’effettiva complessità delle scelte realizzate da coloro che operano all’interno del mercato. L’obiettivo primario delle imprese non è certo quello di garantire il costante equilibrio tra domanda ed offerta, bensì di realizzare il maggior profitto possibile

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Parole chiave

asimmetrie tra imprese
razionamento della produzione
leadership di mercato

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