Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I fondi pensione di tipo chiuso

Questa tesi è strutturata come una guida, una vera e propria descrizione dei fondi pensione negoziali in cui vengono toccate tutte le caratteristiche, ideale per chi voglia saperne di più sul mondo della previdenza. Ideale come punto di partenza per chi non è un cultore della materia.
Cosa dire sui fondi pensione? Un fondo pensione è una particolare istituzione finanziaria che si occupa di erogare prestazioni previdenziali ad un certo numero di persone, sulla base dei contributi che questi hanno versato al fondo e sulla base della gestione dello stesso fondo.
I fondi pensione sono, dunque, degli strumenti di previdenza complementare e volontaria a cui chiunque può accedere. Ecco due aspetti fondamentali: la complementarità del fondo pensione e la volontarietà. Complementarità in quanto i fondi pensione hanno compito di mera integrazione della previdenza pubblica, alla quale resterà, per lo meno secondo la tendenza attuale, il ruolo centrale nel perseguimento della sicurezza economica nell’età anziana.
Il legislatore ha lasciato libertà assoluta di creazione di fondi pensione, possono essere costituiti fondi sulla base della categoria, su base aziendale, territoriale, di associazione di appartenenza, di professione: siamo nell’ambito dei fondi chiusi o negoziali, ovvero di quei fondi che riguardano una cerchia ben delineata di persone che hanno caratteristiche contrattuali o aziendali o territoriali in comune.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 1. INTRODUZIONE: LA SITUAZIONE ATTUALE Se fino a pochi decenni fa un sistema pensionistico pubblico a ripartizione era la soluzione più conveniente alla questione delle pensioni, la situazione attuale rende necessario un sistema pensionistico misto, ovvero un sistema in cui un pilastro obbligatorio pubblico a ripartizione si affianca a un pilastro complementare a capitalizzazione. Il divario tra il passato e il presente è dovuto ad una trasformazione della dinamica economica che ha interessato gli ultimi decenni: infatti, se negli anni ’50 i tassi di crescita dell’economia erano elevati e si è conosciuto un forte boom demografico, attualmente l’Italia è un paese a crescita demografica pressoché zero, con un’economia che va a rilento e sostanzialmente caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione. Queste caratteristiche del sistema Italia, ma che lo sono anche della maggior parte dei paesi più sviluppati, sono le principali cause della futura insostenibilità del sistema pensionistico attuale, basato solo sulla ripartizione. Dunque l’introduzione dei fondi pensioni nella previdenza italiana è stata una necessità, ma non solo questo; i fondi pensione, infatti, costituiscono dei potenti motori dell’economia di un paese. Si tratta di strumenti finanziari capaci di raccogliere notevoli capitali per poi reinvestirli nelle maggiori imprese presenti sul mercato. Inoltre, sono capaci di influenzare la gestione stessa di queste società, quando non sia buona, cosa che difficilmente un piccolo risparmiatore potrebbe fare, che ha, come unica soluzione l’uscita da una società mal gestita. D’altro canto non è auspicabile un sistema esclusivamente basato sulla capitalizzazione, in quanto è necessario che lo Stato sia presente per quelle fasce di popolazione più povere che difficilmente potrebbero versare ingenti contributi al proprio fondo pensione. Per di più, un sistema pensionistico che

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Alberi Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2644 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.