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Le direttive anticipate di trattamento in ambito medico sanitario

Con la locuzione “living will” (tradotta in genere con “testamento biologico” o “testamento di vita”) si denomina una dichiarazione fatta da una persona, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali (eventualmente con testimoni e a fronte di un notaio), in cui si specificano le condizioni entro cui essa dovrà essere trattata nel caso in cui si trovasse in uno stato agonico senza speranza di guarigione.
Denominatore comune di queste dichiarazioni è l’espressione di una volontà di non essere oggetto di accanimento terapeutico e al contempo di dare al medico curante un minimo di potere apprezzativo sulla situazione esistente al momento del trapasso.
Questo è il risultato attuale di una lunga evoluzione del concetto e dei modelli di living will nati negli Stati Uniti a partire dagli anni settanta e diffusisi un po’ alla volta in diversi paesi di common law.
Le riflessioni prodotte dalle sentenze delle Corti Supreme degli Stati Uniti a partire dal caso Quinlan e dalla stessa Corte Federale con il caso Cruzan evidenziano un lungo processo di individuazione dei diritti costituzionali a cui fare riferimento nella fase terminale di vita del paziente (non più cosciente) e quello che più ci interessa delineano le tre situazioni in cui può trovarsi il soggetto: persona che è in grado di prendere le decisioni relative alla propria salute (competent cioè capace di intendere), persona che ha lasciato un “living will” o, più in generale, testimonianze scritte precedentemente alla perdita della suddetta capacità (paziente no competent), persona in cui manchi sia la capacità di decidere che una sua precedente indicazione.
Quindi, così come saranno esaminati i leading case cioè i casi fondamentali della giurisprudenza americana, si proporrà il testo base della legislazione statunitense, quello della California, che ci mostrerà come sono stati affrontati nelle norme i problemi aperti dalla introduzione dei living will, seguita alla valutazione favorevole del loro uso fatta nelle sentenze.

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1 CAPITOLO I L’origine e lo sviluppo recente delle direttive anticipate in alcuni paesi di common law e in Europa. PREMESSA Il significato di living will e di direttive anticipate. Con la locuzione “living will” (tradotta in genere con “testamento biologico” o “testamento di vita”) si denomina una dichiarazione fatta da una persona, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali (eventualmente con testimoni e a fronte di un notaio), in cui si specificano le condizioni entro cui essa dovrà essere trattata nel caso in cui si trovasse in uno stato agonico senza speranza di guarigione. Denominatore comune di queste dichiarazioni è l’espressione di una volontà di non essere oggetto di accanimento terapeutico e al contempo di dare al medico curante un minimo di potere apprezzativo sulla situazione esistente al momento del trapasso 1 . Questo è il risultato attuale di una lunga evoluzione del concetto e dei modelli di living will nati negli Stati Uniti a partire 1 BONDOLFI, vedi alla voce Living will, in Dizionario di bioetica Leone e Privitera, Edizioni Dehoniane, Bologna, 1994.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rossana Trabucco Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6738 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 29 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.