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La natura problematica della dialettica negativa in T.W. Adorno

L'autore, Alessandro Ialenti prende in esame la problematica 'chiave' del pensiero dialettico di Adorno: il tema del negativo e del non-identico.
Ialenti approfondisce la natura speculativa dei concetti dialettici adorniani fondamentali nel primo capitolo (ad esempio il problema del rapporto tra 'concetto e dato' e tra 'concetto e contraddizione'). Nel secondo capitolo Ialenti ricostruisce il tradizionale problema del principio di verità all'interno della dialettica adorniana, mostrando come nel filosofo francofortese vi sia un tentativo di sviluppo della nozione di 'costellazione' e 'micrologia' adottate da Benjamin e sopratutto come per Adorno la realizzazione umana (che comunque è compito della filosofia mantenere come 'idea regolativa' della sua attività) è in realtà razionale e non irrazionale. Una razionalità però diversa da quella della società di massa, alienante e spersonalizzante in cui storicamente noi viviamo, tale impostazione apre il problema della prassi nel pensiero adorniano e al tempo stesso del fondamento della 'teoria critica' stessa.
Nel terzo capitolo, Ialenti approfondisce l'opera, stilisticamente più significativa di Adorno: 'Minima moralia'. Ialenti mette in luce le aree argomentative fondamentali mostrando come dietro alla struttura a-sistematica apparente degli aforismi vi sia, in realtà, una sapiente e cavillosa struttura concettuale e dialettica di profonda portata speculativa.
Ialenti non condivide l'interpretazione di Adorno come 'intellettuale apocalittico' di cui spesso in Italia si sente parlare. Adorno non cede all'irrazionalismo di tanti altri filosofi contemporanei. che preferiscono rifugiarsi in una 'mistica dell'essere' e fuggire dalla riflessione seria sui condizionamenti materiali e tecnici che impediscono alla 'persona umana' di essere veramente umana in una società 'totalmente amministrata'. Il pensiero di Adorno, secondo l'interpretazione di Ialenti, ha una finalità profondamente etica, addirittura le categorie proprie della dialettica teoretica riassumo senso in una prospettiva etica (seppur priva del momento prescrittivo e normativo). L'influsso di Kant è notevole in Adorno (influsso che non sempre è stato studiato come avrebbe dovuto esserlo), anche in Kant ciò che non è risolvibile in senso teoretico si comprende in senso morale. La morale di Adorno però è una morale che vive nelle contraddizioni non solo della ragione pura, ma dell'Unwesen (cattiva sostanza) sociale dei rapporti umani alienati e cerca di mantenere una disperata lucidità consapevole al fine di 'aprire' uno spazio storico alla 'luce della redenzione'.
Per concludere, nel corso della sua tesi, Ialenti sostiene che non è vero che nella dialettica negativa non si dà conciliazione, essa invece è possibile ma in altra modalità (non-identica) a quella della sintesi idealistica hegeliana. La conciliazione è un compito etico da realizzare, essa non è coglibile come 'mera nozione' perché è di un ordine razionale, diverso da quello della razionalità tecnica e simile a quello del momento ludico del pensiero. Tuttavia ciò che è importante è comprendere che Adorno non è irrazionalista, come molti lo avevano superficialmente descritto, egli mantiene una fiducia profonda nella ragione ed è per tale motivo che ne vuole sondare tutte le aporie più tragiche e negative, affinché se ne possa poi liberare all'interno della coscienza umana nella storia.

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1 INTRODUZIONE La dialettica come Γ Λ ∆ Υ Η ς Λ ς negativa. Il termine greco Γ Λ ∆ Υ Η Λ ς Λ ς etimologicamente è legato al verbo Γ Λ ∆ Λ Υ Η Ζ-che significa 'divido,' distinguo', ed in ambito filosofico assume due significati fondamentali che troviamo in Platone (ripresi poi da tutta la tradizione dialettica occidentale); il primo è presente in un passo del Fedro; in cui è scritto ' Ν ∆ Ω' Η Λ Γ Κ Γ Λ ∆ Λ Υ Η Λ ς Τ ∆ Λ Ω ∆ Ρ Θ Ω ∆' (Pl. Phaedr. 273) 'distinguere le cose per specie'; il secondo significato, importante per coglierne il senso filosofico specifico che assume, si trova sempre in un altro passo della stessa opera di Platone (Pl. Phaedr. 78) dove il verbo in questione assume il significato peculiare di 'risolvere negli elementi'. Il termine indica quell'azione propria del pensiero dialettico, il quale, nel suo procedere discorsivo, spiega qualcosa disgiungendo le parti di un concetto o di un discorso. Ancora più precisamente, la ' Γ Λ ∆ Λ Υ Η ς Λ ς' è il momento in cui il concetto viene pensato nelle sue contraddizioni strutturali, in virtù del fatto che il concetto può essere 'risolto negli elementi che lo costituiscono'. E' evidente che il ruolo speculativo del momento 'diairetico' è

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Ialenti Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.