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Il turismo culturale vicentino: l'appeal esercitato dai beni ecclesiastici

L’economia mondiale sta attraversando un periodo di instabilità e di incertezza diffusa, sia per le difficoltà in cui imperversa la “locomotiva” americana, sia per le incognite e i miraggi legati alla prospettiva di un mercato allargato ai nuovi sistemi asiatici. D’altra parte, l’Europa, sottoposta a notevoli impasse, soprattutto per alcuni Stati membri, deve anche confrontarsi con una realtà di sottoproduzione e con un «effetto euro» che desta comprensibili angosce. Infatti, nonostante l’accordo di Maastricht, si palesa l’eventualità, non remota, di un processo inflativo consistente. Lo scenario economico rivela anche le perplessità che segnano il delicato periodo istituzionale, data la stesura della nuova Costituzione europea.
In tale contesto, risulta vitale, non solo per l’Italia, rivitalizzare gli animal spirits al fine di poter investire in nuovi progetti di risanamento e di sviluppo, che possano concretamente riportare fiducia e ottimismo nel sistema, concretizzando l’esigenza di dare respiro ai consumatori in affanno e sostegno all’irrigidito comparto produttivo.
Tenendo conto della situazione congiunturale e cogliendo l’interesse delle istituzioni e dei vari operatori nei confronti delle potenzialità espansive del turismo italiano, concentriamo l’attenzione su una risorsa incommensurabile propria del nostro Paese: il suo immenso patrimonio culturale. Cercando di individuare le caratteristiche fisiche, sociali e giuridiche dei beni culturali, approdiamo all’individuazione di una ricchezza diffusa in tutta la penisola e concentrata per l’80% in edifici e luoghi di proprietà ecclesiastica. Da qui il nostro interesse nel capire come tali beni vengano gestiti, tutelati e valorizzati, con l’obiettivo di ottimizzarne l’utilizzo ai fini turistici, senza ostacolarne le funzioni religiose e cultuali.
Stimolati dall’esigenza di esaminare le variabili e le dinamiche insite nel fenomeno turistico-culturale, ci pare opportuno richiamare alcuni aspetti centrali, focalizzati sulle dottrine economiche e sui comportamenti in tema di consumi e di domanda turistica. L’esame teorico svolto, diviene l’essenziale substrato su cui muoverci per meglio comprendere ed analizzare la realtà che ci circonda. Proprio con riguardo a questo obiettivo, scegliamo la provincia di Vicenza come caso specifico di studio, anche considerando le potenziali doti imprenditoriali locali che troverebbero un soddisfacente sbocco professionale nell’ambito di un sistema di beni culturali, consistenti sia per quantità sia per qualità, e peraltro ignorato e poco rivalutato dalle autorità vicentine.
Vicenza, «città del Palladio» e patrimonio mondiale dell’umanità tutelato dall’UNESCO, è a nostro avviso, un efficace disegno della realtà odierna, sottoposta alla forte dicotomia tra settore terziario e secondario, ma rappresenta anche una sfida per chi, come noi, crede nella cultura come elemento di crescita prima sociale e poi economica.

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III PREMESSA L’economia mondiale sta attraversando un periodo di instabilità e di incertezza diffusa, sia per le difficoltà in cui imperversa la “locomotiva” americana, sia per le incognite e i miraggi legati alla prospettiva di un mercato allargato ai nuovi sistemi asiatici. D’altra parte, l’Europa, sottoposta a notevoli impasses, soprattutto per alcuni Stati membri, deve anche confrontarsi con una realtà di sottoproduzione e con un «effetto euro» che desta comprensibili angosce. Infatti, nonostante l’accordo di Maastricht, si palesa l’eventualità, non remota, di un processo inflativo consistente. Lo scenario economico rivela anche le perplessità che segnano il delicato periodo istituzionale, data la stesura della nuova Costituzione europea. In tale contesto, risulta vitale, non solo per l’Italia, rivitalizzare gli animal spirits al fine di poter investire in nuovi progetti di risanamento e di sviluppo, che possano concretamente riportare fiducia e ottimismo nel sistema, concretizzando l’esigenza di dare respiro ai consumatori in affanno e sostegno all’irrigidito comparto produttivo. Tenendo conto della situazione congiunturale e cogliendo l’interesse delle istituzioni e dei vari operatori nei confronti delle potenzialità espansive del turismo italiano, concentriamo l’attenzione su una risorsa incommensurabile propria del nostro Paese: il suo immenso patrimonio culturale. Cercando di individuare le caratteristiche fisiche, sociali e giuridiche dei beni culturali, approdiamo all’individuazione di una ricchezza diffusa in tutta la penisola e concentrata per l’80% in edifici e luoghi di proprietà ecclesiastica. Da qui il nostro interesse nel capire come tali beni vengano gestiti, tutelati e valorizzati, con l’obiettivo di ottimizzarne l’utilizzo ai fini turistici, senza ostacolarne le funzioni religiose e cultuali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Elisa Fiocco Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3049 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.