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La gestione efficace della ricchezza ''risorse umane'' come fattore di sviluppo organizzativo e vantaggio competitivo: il contributo dell'intervento formativo

La tesi e l'argomento trattati nascono da esperienze vissute, che hanno fatto sorgere in me dei quesiti, e da interessi personali.
Ho pensato ad un argomento attuale, che potesse trovare dei risvolti pratici nella realtà lavorativa e fornisse informazioni, conoscenze e risposte a chi, come me, si appresta ad essere una risorsa umana.
Attraverso il mio tirocinio, condotto presso l'ISFOR 2000 di Brescia, Istituto superiore di formazione e ricerca, attraverso uno degli ultimi esami sostenuti, Organizzazione del lavoro e sviluppo delle risorse umane, attraverso, inoltre, mie ricerche personali, condotte anche su Internet, ripensando, infine, alle mie esperienze lavorative passate, nonchè al futuro che si prospettava, sono nati gli spunti per questo lavoro, che, come è naturale che sia, si è andato poi arricchendo e perfezionando nel corso del tempo in cui approfondivo la ricerca.
Volevo affrontare un tema reale, in ambito lavorativo e formativo, non solo teorico, ma che affondasse le radici e trovasse degli sviluppi, con i suoi problemi, le complessità e le potenzialità, nelle attuali attività del mondo lavorativo moderno, cosicché potessi mettere in evidenza un argomento, non solo nelle sue caratteristiche "superficiali", visibili a tutti, ma anche nei retroscena più profondi, nascosti, a cui nessuno dà peso, o che molti danno per scontato: le risorse umane.
Quando si pensa alle risorse di un'azienda, infatti, per chi non ricopre ruoli che sono strettamente connessi al "problema", forse non si considera abbastanza l'uomo, le sue potenzialità, la ricchezza che costituisce per il lavoro che compie, la necessità di svilupparne le capacità, per il suo benessere e, conseguentemente, per quello dell'azienda. E, forse, è il lavoratore stesso che non è stato educato ad essere consapevole di costituire non un ingranaggio sterile di un'enorme e complessa macchina, ma la linfa vitale di un organismo vivo, pulsante ed in continuo sviluppo.
Nell'odierna realtà, in effetti, queste problematiche iniziano a sentirsi con forza e ad essere affrontate in tutte i loro risvolti: sta nascendo o si sta rafforzando una nuova coscienza del lavoratore, il lavoratore come risorsa preziosa e fondamentale, e la consapevolezza di essere tutti membri di molteplici strutture e, allo stesso tempo, di un'unica organizzazione.
Da queste considerazioni, l'argomento da me trattato: La gestione efficace della ricchezza "risorse umane" come fattore di sviluppo organizzativo e vantaggio competitivo.
Oggi, la crescente globalizzazione, il progresso tecnologico, le continue e pressanti richieste del mercato, la velocità che accompagna ogni funzione lavorativa e la produzione stessa, non disgiunte dalla volontà di raggiungere un prodotto finito sempre più preciso ed altamente specializzato, richiedono al mondo del lavoro e, più specificatamente, alle organizzazioni, un elevato livello di competitività, che permetta loro di svilupparsi, di tendere ad un miglioramento continuo, per sostenere e superare la concorrenza, per ottenere il miglior prodotto per il cliente, per raggiungere un vantaggio competitivo.
Ma le organizzazioni sono gli uomini. Gli uomini lavorano al loro interno, per se stessi e, quindi, per le organizzazioni. Gli uomini fanno sì che le organizzazioni siano quello che effettivamente sono. Le organizzazioni nascono, vivono, sopravvivono, si sviluppano o muoiono, per merito, o demerito, della loro risorsa fondamentale: la risorsa umana.
L'uomo è la prima e la più importante risorsa dell'organizzazione, perciò, se lo scopo da perseguire è lo sviluppo di quest'ultima e il raggiungimento di un vantaggio competitivo per la stessa, strategia ottimale sarà quella di gestire la risorsa umana nel modo migliore possibile, una gestione efficace della risorsa, efficace per la realizzazione degli obiettivi dell'organizzazione, ma concordante, prima di tutto, con la motivazione e la soddisfazione dell'uomo.
Gestire le risorse umane, infatti, significa utilizzare il maggior numero di potenzialità del singolo e del gruppo per il raggiungimento di obiettivi comuni e, se tale "arte", di massima importanza per il management, è messa adeguatamente in pratica, si può parlare di risorse umane come di "variabile" principale del successo aziendale.

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ξ PREMESSA La tesi e l'argomento trattati nascono da esperienze vissute, che hanno fatto sorgere in me dei quesiti, e da interessi personali. Ho pensato ad un argomento attuale, che potesse trovare dei risvolti pratici nella realtà lavorativa e fornisse informazioni, conoscenze e risposte a chi, come me, si appresta ad essere una risorsa umana. Attraverso il mio tirocinio, condotto presso l'ISFOR 2000 di Brescia, Istituto superiore di formazione e ricerca, attraverso uno degli ultimi esami sostenuti, Organizzazione del lavoro e sviluppo delle risorse umane, attraverso, inoltre, mie ricerche personali, condotte anche su Internet, ripensando, infine, alle mie esperienze lavorative passate, nonché al futuro che si prospettava, sono nati gli spunti per questo lavoro, che, come è naturale che sia, si è andato poi arricchendo e perfezionando nel corso del tempo in cui approfondivo la ricerca. Volevo affrontare un tema reale, in ambito lavorativo e formativo, non solo teorico, ma che affondasse le radici e trovasse degli sviluppi, con i suoi problemi, le complessità e le potenzialità, nelle attuali attività del mondo lavorativo moderno, cosicchè potessi mettere in evidenza un argomento, non solo nelle sue caratteristiche "superficiali", visibili a tutti, ma anche nei retroscena più profondi, nascosti, a cui nessuno dà peso, o che molti danno per scontato: le risorse umane. Quando si pensa alle risorse di un'azienda, infatti, per chi non ricopre ruoli che sono strettamente connessi al "problema", forse non si considera abbastanza l'uomo, le sue potenzialità, la ricchezza che costituisce per il lavoro che compie, la necessità di svilupparne le capacità, per il suo benessere e, conseguentemente, per quello dell'azienda. E, forse, è il lavoratore stesso che non è stato educato ad essere consapevole di costituire non un ingranaggio sterile di un'enorme e complessa macchina, ma la linfa vitale di un organismo vivo, pulsante ed in continuo sviluppo. Nell'odierna realtà, in effetti, queste problematiche iniziano a sentirsi con forza e ad essere affrontate in tutte i loro risvolti: sta nascendo o si sta rafforzando una nuova coscienza del lavoratore, il lavoratore come risorsa preziosa e fondamentale, e la consapevolezza di essere tutti membri di molteplici strutture e, allo stesso tempo, di un'unica organizzazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lara Marelli Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 20370 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 83 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.