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La politica legislativa di Federico II

A debita premessa di quanto esposto nel mio lavoro, è giusto riconoscere come, senz'altro, Federico II abbia legato il proprio nome ad un Codice, l'unico di tutto il Medioevo, rimasto in vigore per interi lunghi secoli nel Regno del Meridione d'Italia sino all'avvento, nel 1806, del Codice napoleonico.
Un Codice, quello di Federico, che dà origine ad un grande rinnovamento (quasi una sorta di "palingenesi" giuridico-culturale) della cultura giuridica del XIII secolo, fortemente appesantita oramai, dai tanti risvolti di natura barbarica e "particolaristica" caratterizzanti le diverse normative precedenti quella svevo-normanna.
Ci si trova, senza dubbio, dinnanzi ad una costruzione politico-legislativa unica nella forma ed al tempo stesso nuova nei contenuti rispetto al contesto normativo dell'Europa medioevale, oltre il quale essa si proietta; non solo disciplinando il Regnum, per diversi secoli ma, altresì, ponendosi come guida ed ispirazione per il rinnovamento politico-istituzionale di quelli che erano i sistemi amministrativi allora in vigore nei diversi paesi europei.

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3 INTRODUZIONE Il Regnum Siciliae prima dell’avvento del “Legislatore Svevo” Fondato dai Normanni per opera di Ruggero II, nel 1130, a conclusione di una quasi secolare campagna d’imprese avventurose ch’erano state compiute da costoro nell’Italia meridionale, avendo ragione delle rivalità fra regioni e città, esistenti da secoli in questa terra frantumata e abbandonata a sé stessa, il Regno rivelò subito nella sua organizzazione interna le straordinarie qualità politiche di questi uomini del Nord. Essi appartenevano a quella stessa razza, di discendenza scandinava, stanziatasi nel sec. X in quello che fu poi il

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giovanni Lavecchia Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.