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Sylvia Plath - Il mestiere di poetessa. Viaggio nel regno della poesia

Scopo di questo mio studio è seguire dapprima la formazione e l’evoluzione del pensiero poetico di Sylvia Plath durante il periodo che va dal 1956 al 1960 circa – soffermandomi in maniera primaria sulle poesie attraverso cui emergono le sue riflessioni sul mestiere di poetessa, nonché sul difficile lavoro dell’artista e sui temi e motivi riguardanti la poiesis in generale – per essere poi in grado di comprendere e interpretare appieno alcuni significativi componimenti degli ultimi anni, nei quali i temi e le riflessioni precedentemente studiate – via via sempre più dilatate e “mimetizzate” nel tessuto poetico – giungono ad una completa, quanto drastica, maturazione ed esplicazione.

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4 PREFAZIONE L’onesta critica e il giudizio sensibile si dirigono non verso il poeta, ma verso la poesia. T. S. Eliot, Tradition and the Individual Talent La maggior parte della critica riguardante la poesia di Sylvia Plath, apparsa tra gli anni sessanta e ottanta, è centrata principalmente sull’elemento biografico e sulla prematura morte della poetessa, avvenuta nelle prime ore dell’11 febbraio 1963 per suicidio. A parte alcune singolari e rilevanti eccezioni 1 , quasi tutti gli studiosi hanno seguito la via aperta da Alvarez nella recensione apparsa sull’Observer il 12 marzo 1965, in cui il noto critico affermava, riferendosi alle ultime poesie contenute nella raccolta postuma Ariel, allora appena pubblicata in Inghilterra da Ted Hughes: All this last verse was intensely personal, nearly all was about dying. So when her death finally came it was prepared for and, in some degree, understood. However wanton it seemed, it was also, in a way, inevitable, even justified, like some final unwritten poem. […] When the wrenching crisis took place she had the art to handle it. 2 Da allora si susseguirono le analisi critiche che cercavano nella poesia di Sylvia Plath un motivo per il suo gesto estremo, considerando il suicidio il punto d’arrivo del suo pensiero poetico, una sorta di “poesia ultima” non 1 Tra cui mi limito qui a citare l’interessante testo di Judith Kroll, Chapters in a Mythology. The Poetry of Sylvia Plath, Harper & Row, New York, 1976, o, in ambito italiano, il significativo studio di Biancamaria Pisapia, L’arte di Sylvia Plath, Bulzoni, Roma, 1974; 1985. 2 Al Alvarez, “Poetry in Extremis” in Observer, 12 March 1965, 26. Il critico ha poi mitigato la sua posizione in un postscript datato 1966, pubblicato in calce al suo saggio “Sylvia Plath” in Charles Newman, op. cit. p.67.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Paolo Simonetti Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5234 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.