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Il concetto di possibile in Leibniz

La possibilità nella logica e nella metafisica di Gottfried Wilhelm Leibniz, in particolare in rapporto con Aristotele, Niccolò Cusano, Francisco Suarez.

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1 POSTFAZIONE Leibniz scrisse molto e su molti argomenti. Al punto che la sua produzione, per la maggior parte inedita, non costituisce nel complesso un sistema compiutamente ordinato; ma, nonostante la varietà dei temi e delle occasioni, da essa emergono ugualmente costanti i lineamenti di un pensiero coerente. All'assetto complessivamente asistematico corrisponde, infatti, la perfetta sistematicità del contenuto di ogni singolo scritto rispetto a un impianto teorico di fondo compattamente unitario, secondo un costante rimando che ne evidenzia di volta in volta un qualche tratto. Per quanto riguarda il tema del possibile, specificatamente indagato nella mia tesi, io credo che ugualmente si possa trovare una linea di lettura continua, anche se non univoca, attraverso i diversi aspetti della filosofia leibniziana. Ma, oltre che nell'ambito del suo stesso pensiero, una certa continuità si delinea anzitutto rispetto alla speculazione precedente: per questo nella prima parte del lavoro ho accennato alla concezione aristotelica del possibile tratta dal De Interpretatione, contrapponendola alla figura cusaniana del possest. Ho considerato queste posizioni della tradizione anteriore come emblematiche, limitando volutamente un ambito di per sé vastissimo, ossia quello dell'evoluzione del concetto di possibile nella storia del pensiero da Aristotele a Leibniz, posto che il lavoro non vuol essere né storiografico né istituzionale, ma cerca di rilevare la matrice del concetto di possibile in Leibniz privilegiando l'ermeneutica testuale. Così, da un lato si configura il possibile aristotelico come status meramente logico distinto dal reale, al quale si connetterebbe soltanto potenzialmente; dall'altro si pone il possest cusaniano, significativo esempio di risoluzione della mera potenzialità nella reale possibilità che è effettivamente in atto ciò che può essere. In questo quadro, dunque, Leibniz si accosta fondamentalmente ad Aristotele, sebbene la conformità non sia tale sic et simpliciter, ma comporti distinzioni ed evoluzioni che coinvolgono aspetti rilevanti del suo pensiero. Per questo, tra il primo paragrafo della prima parte, che tratta per l'appunto del concetto di possibile nel De Interpretatione, e l'ultimo, che delinea il rapporto tra potenza aristotelica e possibile leibniziano, intercorre l'intera tesi, anche se proprio nella loro diretta connessione consiste il suo nucleo centrale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Di Giacinto Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.