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I diritti sociali nel settore sanitario

La tesi, divisa in due parti, consta di quattro capitoli.
Nel primo capitolo si affronta il tema dei diritti sociali, operando una ricostruzione storico-giuridica di tale istituto, anche in chiave comparatistica e in relazione ai diritti di libertà.
Nel secondo capitolo si prosegue analizzando il diritto, costituzionalmente garantito, alla salute e illustrandone i diversi profili giuridici.
Il terzo capitolo è dedicato alla ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale dal momento della sua istituzione sino alla riforma Bindi. Infine, si tratta il tema dei servizi pubblici, sotto l'aspetto dell'efficienza e dell'efficacia delle prestazioni e della tutela degli utenti, esplorando l'esperienza delle carte dei servizi pubblici, specificamente nel settore sanitario.

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5 Introduzione “I governi hanno speciali responsabilità nella sfera pubblica. Spettano per definizione ai governi il finanziamento e l’organizzazione dei servizi pubblici. La qualità di questi ultimi dipende dal modo in cui si esprime questo coinvolgimento in termini sia di considerazione dei servizi come attività umana che di organizzazione degli stessi. Forse alcuni paesi dell’OCSE hanno usato il modello del servizio pubblico più di quanto potessero permettersi di fare o addirittura più di quanto potesse essere funzionale alla qualità del servizio stesso. Forse alcuni, per reazione a questa esperienza, hanno introdotto nella sfera pubblica i cosiddetti valori dell’efficienza e del profitto al punto di incrinare sia il servizio che intendevano offrire sia la disponibilità della gente a dedicargli il proprio impegno. Occorre trovare un nuovo equilibrio. Con ogni probabilità terreno esemplare di questa ricerca sarà l’assistenza medica, in considerazione della sua importanza per gli individui, dei suoi costi e della sua collocazione sulla linea di confine tra vincoli globali e opportunità locali o addirittura nazionali” [corsivi nostri]. R. DAHRENDORF, Quadrare il cerchio. Benessere economico, coesione sociale e libertà politica, Roma - Bari, Laterza, 1995, 67. Il dibattito sui diritti sociali è stato viziato dall’interpretazione “mistificatrice” dell’opera di Carl Schmitt, ad opera di parte della dottrina giuspubblicistica, che ha esteso, facendone delle considerazioni di natura ontologica, l’opinione del giurista tedesco, esplicitamente limitata all’esame dello Stato liberal – borghese, che l’inserimento dei diritti sociali nella Costituzione fosse un unechte Kompromisse fra liberalismo e socialismo. Essendo il posto dei diritti sociali limitato alla legislazione e all’attività amministrativa 1 . Alla luce di questa considerazione si procederà col trattare dei diritti sociali, avendo riguardo alla loro natura giuridica, al loro rapporto con i diritti di libertà e alle eventuali differenze strutturali. Fra i diritti sociali, il diritto alla salute ha sempre occupato un posto di primaria importanza. Fondamentale è verificare le potenzialità attuative e espansive che esso porta con sé, grazie anche agli interventi del legislatore e dei giudici, per capirne l’attuale significato. 1 V. C. SCHMITT, Verfassungslehre, Berlin, 1928 (trad. it. a cura di A. Caracciolo, Dottrina dela Costituzione, Milano, 1984, pp. 218 – 227).

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Tommaso Ajello Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6126 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.