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L'emigrazione italiana dal 1861 alla prima guerra mondiale. I casi del Biellese e del Chiavarese

La nostra analisi delle cause dell’emigrazione italiana parte dalla prima metà dell’Ottocento, cioè da quella fase in cui si decidette della capacità di adeguamento dell’economia italiana ai ritmi che la rivoluzione industriale inglese e i nascenti rapporti capitalistici europei imposero ai processi di modernizzazione. Questa capacità è stata giudicata estremamente debole, soprattutto per quello che riguarda il settore agricolo. Infatti la crescita agricola italiana si basò più su un meccanismo orizzontale di espansione delle superfici coltivate che su un aumento della produttività, ed in questo contesto molte aree del paese erano caratterizzate da diffusi fenomeni di pauperismo rurale, vagabondaggio, espulsione da un ruolo produttivo stabile e riduzione dei consumi elementari a limiti insopportabili.

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III Introduzione L’obiettivo della ricerca consiste nel descrivere il fenomeno emigratorio che interessa l’Italia, nel suo insieme, nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo e con maggior riferimento al Piemonte e alla Liguria ed in particolare all’area del Biellese e del Chiavarese . L’analisi è stata svolta essenzialmente su testi di carattere generale o su monografie “classiche” che hanno permesso di descrivere non solo l’aspetto quantitativo, ma anche quello qualitativo dell’ emigrazione, infatti, oltre ai numeri e alle percentuali, ciò che risulta è un profilo generale dell’emigrazione sotto gli aspetti politico, sociale ed economico. Alla fine del Settecento più di 4 milioni di europei erano già emigrati oltre l’Atlantico, ma quella che sarà poi definita come la “grande emigrazione” ebbe inizio poco dopo l’Unità d’ Italia e si concluse alla vigilia della prima guerra mondiale, periodo nel quale si calcola che gli europei partiti per l’America fossero circa 50 milioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Federica Taddei Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8937 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.