Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ricostruzione spaziale delle principali idrostrutture interessate da intrusione marina mediante metodologie geostatistiche in acquiferi carsici costieri fortemente anisotropi

La presente tesi ha come obiettivo la ricostruzione areale delle anisotropie idrostrutturali in acquiferi carsici costieri affetti da intrusione marina. La ricostruzione spaziale delle idrostrutture è stata effettuata ricorrendo a metodologie geostatistiche relativamente alle principali variabili qualitative delle acque sotterranee.

Mostra/Nascondi contenuto.
“Ricostruzione spaziale del campo di trasmissività e caratterizzazione delle principali idrostrutture interessate da intrusione marina mediante l’impiego di metodologie geostatistiche in acquiferi carbonatici costieri fortemente anisotropi” Capitolo I - Il problema del degrado qualitativo delle acque sotterranee 1.1 La lotta alla contaminazione delle acque sotterranee: il caso della Puglia La contaminazione delle falde acquifere è un problema non nuovo ma divenuto rilevante negli ultimi decenni. Più precisamente, dopo i numerosissimi casi di inquinamento portati alla luce (molti dei quali risultati correlati alla fase di massiccia industrializzazione dei Paesi occidentali, caratterizzati da cicli produttivi sempre più accelerati e dalla sfrenata corsa al contenimento dei costi), il problema di conseguire e mantenere precisi standard di qualità delle acque riguarda oggi in maniera diretta anche i Paesi in Via di Sviluppo. L’inquinamento delle acque sotterranee, come pure quello delle acque superficiali, è pertanto un fenomeno mondiale ed una larga parte delle risorse idriche è oggi più di ieri minacciata da contaminanti chimici organici ed inorganici. In Puglia, i segni di degrado qualitativo delle risorse idriche cominciavano a mostrarsi già agli inizi degli anni ’60, quando il trend salino registrato in alcuni pozzi idrici ad uso potabile portava in breve tempo alla dismissione degli stessi. Di lì a poco, congiuntamente all’aumento della richiesta idrica pro capite, tutta la fascia costiera inizierà a mostrare segni evidenti di contaminazione salina. Inoltre, l’aumento dei carichi inquinanti di pari passo col processo di industrializzazione in atto nell’intera regione, non era accompagnato da un’altrettanto rapida diffusione degli impianti di trattamento dei reflui: la soluzione più comoda restava quella di smaltire direttamente e senza trattamento alcuno tali reflui sul suolo o, peggio ancora, nel sottosuolo. Solo alla fine degli anni ’70 si avviavano gli studi per la redazione del Piano di Risanamento delle Acque. Tuttavia, se da un lato tale Piano, ultimato alla fine degli Capitolo I – Il problema del degrado qualitativo delle acque sotterranee 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Domenico Santoro Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1235 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.