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Organizzazione dei medici e politica sanitaria durante gli anni del fascismo attraverso i dibattiti nelle riviste mediche dell'epoca

Questa tesi analizza l'organizzazione politica, sanitaria ed economica della classe medica dalla fine dell'epoca liberale attraverso gli anni del fascismo, con riferimento alle discussioni, ai dibattiti, alle proposte riportate dalle riviste mediche dell'epoca.

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3 ORGANIZZAZIONE DEI MEDICI E POLITICA SANITARIA DURANTE IL FASCISMO ATTRAVERSO I DIBATTITI NELLE RIVISTE MEDICHE Introduzione La ricerca sulla penetrazione del regime fascista nella società italiana si è recentemente estesa alle classi professionali. Tra queste ultime spicca il ruolo attribuito alla classe medica, che costituiva uno di quei ceti medi intellettuali attraverso la cui irreggimentazione il fascismo cercò un più ampio controllo sociale. La penetrazione fascista sui ceti professionali non si attuò però nella sostanza con mezzi coercitivi, bensì attraverso il tentativo di prefigurare una organizzazione dello stato per professioni ed interessi e l’impiego di specifici temi propagandistici. Particolare rilievo assunse la promessa, per i medici, di un elevamento o di un consolidamento del loro status nei confronti delle classi lavoratrici. Questa tesi ha cercato di ricostruire il cambiamento che subirono lo statuto e la collocazione sociale delle diverse categorie dei medici dallo stato liberale al fascismo in rapporto agli sviluppi dell’organizzazione assistenziale, mutualistica, sanitaria che si vennero strutturando nell’Italia fascista sulla base delle regole imposte dallo stato corporativo, così come evidenziato attraverso i dibattiti e le proposte presentate dalle riviste mediche dell’epoca. La professione medica del resto, avendo un carattere prettamente pubblico, che aveva da sempre assegnato al medico un ruolo cardine da un punto di vista sociale, rappresentò lo strumento per organizzare l’inquadramento sociale e politico della società stessa da parte del regime. Per operare questa trasformazione fu però necessario assorbire le diverse organizzazioni mediche, per controllare tutta la categoria in modo più diretto: la irreggimentazione dei medici rappresentò un grande successo del sindacalismo fascista, ottenuto peraltro con grande fatica, a causa della presenza della associazione professionale dei medici costituita dall’Ordine, attraverso la quale la classe medica cercò di difendere la propria autonomia. La disgregazione dell’organismo di categoria rappresentò uno dei punti cruciali del corporativismo fascista, in quanto si trattò di un processo lungo e graduale, che si concluse ufficialmente solo nel 1935. Tale processo fu reso difficoltoso dal fatto che la classe medica rappresentava una realtà tutt’altro che omogenea:«i medici condotti, definiti medici dei poveri a causa dello stato di indigenza dei loro assistiti, avevano una loro storia culturale, uno status sociale, un retaggio politico, alquanto diversi da quello di un

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Ferronato Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1216 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.