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Le regole in Internet: netiquette, autoregolamentazione, deontologia

Internet è uno spazio senza confini: è il nostro futuro e in esso è raccolto il nostro passato. Ma Internet è anche, e soprattutto, una comunità e come ogni comunità necessita di regole che sorreggano la rete di rapporti su cui si fonda. Quali sono queste regole? Chi le fa osservare? E in che modo?
Attraverso questa tesi si cerca di dare una risposta a questi interrogativi partendo dall'esame delle primitive regole di convivenza all'interno della Rete (la netiquette), passando per l'analisi della bozza di Codice di autoregolamentazione degli operatori della Rete e delle Regole di naming, per arrivare a vedere cosa prevedono i codici deontologici commerciali e forensi in tema di accesso e utilizzo della Rete.
Nella trattazione non mancano, inoltre, numerosi e dettagliati riferimenti alla normativa vigente anche di recentissima introduzione, come il caso del D.Lgs. 196/2003, meglio conosciuto come ''Codice della Privacy''.
Vi invito a leggere l'introduzione per avere un'idea più chiara di quello che troverete all'interno.

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V Introduzione Internet è uno spazio senza confini, uno Stato nello Stato, un’agorà in cui si incontrano virtualmente soggetti che nella realtà sono distanti anche decine di migliaia di chilometri. Internet è dappertutto. Internet raccoglie il nostro passato ed è il nostro futuro nello stesso tempo. Ma chi governa questa creatura? E in che modo? Quali sono le leggi che permettono l’esistenza ordinata della Rete? Attraverso quest’opera si cercherà di dare una risposta a questi interrogativi partendo dalle origini di Internet, dalla sua primitiva regolamentazione, per giungere sino alla più elevata forma di legislazione presente nelle regole morali rappresentate dalla deontologia. In questi anni si è assistito ad una radicale trasformazione di Internet: la “rete delle reti”, nata per scopi militari e di ricerca scientifica, ha infatti gettato le basi per divenire il più potente strumento commerciale e di comunicazione della storia. Per lungo tempo le attività e gli interscambi nel ciberspazio sono avvenuti tra un numero estremamente limitato di soggetti, in assenza di qualsiasi valore economico; gli utenti e le comunità della rete regolamentavano i propri rapporti on-line con la netiquette, oppure mediante codici di autodisciplina elaborati nell’ambito di gruppi ristretti, mentre le controversie, peraltro non particolarmente frequenti, venivano per lo più risolte amichevolmente. Col passare del tempo, la crescita esponenziale del numero di utenti e lo sviluppo del commercio elettronico hanno preparato un fertile terreno per il proliferare di conflitti di ogni genere. La netiquette, intesa come insieme di principi per una sana convivenza, si è quindi rivelata insufficiente per regolamentare l’enorme ed eterogenea quantità di rapporti che si venivano a creare. Tuttavia è proprio grazie a questi principi, sviluppati e applicati dalle numerose organizzazioni sovranazionali di gestione della rete (ISCOC, W3C, EFF, ICANN per citarne alcune), che Internet è riuscita a darsi delle regole evitando di essere risucchiata nel vortice di una micidiale anarchia. Infatti, sebbene i legislatori di tutto il mondo si siano adoperati a dettare norme per regolamentare la rete, va tenuto presente che tali norme si debbono arrestare ai confini territoriali dello Stato e che eventuali accordi internazionali possono solo ampliare il loro campo di applicazione senza però riuscire a coprire Internet nella sua globalità.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Zevola Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2981 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.