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La crisi delle Sim

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Mangano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria
  Relatore: Francesco Mazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

La crescente privatizzazione dei mercati, l’ingresso sempre più marcato dei piccoli azionisti all’interno delle società, insieme alla crescita dei fondi comuni di investimento e allo sviluppo dell’intermediazione diretta, hanno spinto lo sguardo del legislatore italiano verso delle società relativamente giovani che, per l’importanza degli interessi in gioco, sono state rigidamente inquadrate, sia durante la loro vita che durante una loro eventuale, ma pur possibile, crisi. Gli intermediari di cui trattasi sono le società di intermediazione mobiliare, meglio conosciute come S.I.M.. Dopo una breve panoramica sulla nascita e sulla disciplina societaria, analizzando quelle che sono le differenze tra la norma istitutiva delle SIM (legge n. 1/91) e le recenti modifiche, apportate prima dal decreto Eurosim (D.L. n. 415/96) e poi dal Testo Unico della Finanza (D.L. n. 58/98), si analizzano, sempre nella stessa ottica comparativa, i servizi d’investimento offerti ai risparmiatori, il loro svolgimento e le forme di vigilanza cui tali intermediari sono sottoposti.
Il secondo capitolo entra nel vivo del discorso analizzando le crisi delle SIM. Questo primo esame, dopo avere fornito un quadro generale sui dissesti che possono investire l’intermediario e sui loro effetti, si indirizza all’interno della Legge SIM, in particolare, sono trattati gli articoli disciplinanti i provvedimenti cautelari, adottabili dalle Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia e CONSOB), nei confronti di detti intermediari, la figura del Commissario addetto alla tutela ed alla restituzione dei patrimoni dei clienti, il principio della “separazione patrimoniale” e il Fondo Nazionale di Garanzia. Il capitolo termina con l’analisi di alcuni casi reali relativi a crisi di intermediari finanziari sottoposti alla procedura fallimentare.
Il terzo capitolo esamina il decreto Eurosim che ha innovato totalmente la disciplina delle crisi degli intermediari mobiliari, sottoponendoli alle procedure speciali di risoluzione delle crisi bancarie, utilizzate già da diversi anni con risultati soddisfacenti sul mercato creditizio. Dopo una breve premessa si analizzano, principalmente, i provvedimenti cautelari, l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta amministrativa.
Nel quarto capitolo si illustra come il legislatore abbia disciplinato, in un solo testo, tutte le norme attinenti all’intermediazione mobiliare per poi passare all’esame dei provvedimenti ingiuntivi ed alla sospensione degli organi amministrativi. Nella restante parte del capitolo si analizzano le differenze, rispetto al decreto Eurosim, nelle procedure dell’amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa. Un paragrafo è dedicato agli “intermediari finanziari di fatto” ed alle polemiche che dividono la dottrina circa la sottoposizione di questi ultimi alla procedura fallimentare o alla disciplina speciale. Il lavoro termina con delle brevi conclusioni sull’intera indagine svolta nell’ambito dell’evoluzione normativa della disciplina delle crisi delle S.I.M..
Fondamentalmente, lo scopo del lavoro è stato quello di esaminare l’ambito di tutela creato dal legislatore per il cliente-investitore che può trovarsi, suo malgrado, a dover affrontare situazioni poco piacevoli, nonché di analizzare quello attuato nei confronti del mercato che, in questo particolare settore, si trova estremamente esposto alle estensioni sistemiche di singole crisi di intermediari finanziari poco onesti, esclusivamente attratti dai favolosi guadagni realizzabili in tale settore.

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3 Introduzione La crescente privatizzazione dei mercati, l’ingresso sempre più marcato dei piccoli azionisti all’interno delle società, insieme alla crescita dei fondi comuni d’investimento e allo sviluppo dell’intermediazione diretta, hanno spinto lo sguardo del legislatore italiano verso delle società relativamente giovani che, per l’importanza degli interessi in gioco, sono state rigidamente inquadrate, sia durante la loro vita sia durante una loro eventuale, ma pur possibile, crisi. Gli intermediari di cui trattasi sono le società d’intermediazione mobiliare, meglio conosciute come S.I.M.. Dopo una breve panoramica sulla nascita e sulla disciplina societaria, analizzando quelle che sono le differenze tra la norma istitutiva delle SIM (legge n. 1/91) e le recenti modifiche, apportate prima dal decreto Eurosim (D.L. n. 415/96) e poi dal Testo Unico della Finanza (D.L. n. 58/98), si analizzano, sempre nella stessa ottica comparativa, i servizi d’investimento offerti ai risparmiatori, il loro svolgimento e le forme di vigilanza cui tali intermediari sono sottoposti. Il secondo capitolo entra nel vivo del discorso analizzando le crisi delle SIM. Questo primo esame, dopo avere fornito un quadro generale sui dissesti che possono investire l’intermediario e sui loro effetti, si indirizza all’interno della Legge SIM, in particolare, sono trattati gli articoli disciplinanti i provvedimenti cautelari, adottabili dalle Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia e CONSOB), nei confronti di detti intermediari, la figura del Commissario addetto alla tutela ed alla restituzione dei patrimoni dei clienti, il principio della “separazione patrimoniale” e il Fondo Nazionale di Garanzia. Il capitolo termina con l’analisi di alcuni casi reali relativi a crisi di intermediari finanziari sottoposti alla procedura fallimentare. Il terzo capitolo esamina il decreto Eurosim che ha innovato totalmente la disciplina delle crisi degli intermediari mobiliari, sottoponendoli alle

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