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La ripartizione delle competenze tra l'Unione europea e gli stati membri nella futura Costituzione dell'Europa

La storia della costruzione dell’Unione europea ha visto fronteggiarsi nel tempo due spinte opposte: da una parte, la volontà di evitare la realizzazione di un “superstato” sovranazionale, burocratico e accentratore, irrispettoso delle peculiarità delle molteplici identità nazionali e regionali che vi coesistono; dall’altra parte la necessità di impedire che l’egoistica difesa delle prerogative decisionali degli Stati membri privi l’Unione della sua concreta capacità di azione nella realizzazione di obiettivi comuni.
In quest’ottica ben si comprende perchè la questione della definizione e codificazione di una chiara e bilanciata ripartizione delle competenze fra Unione europea e Stati membri sia sempre stata considerata una necessità di primo piano nell’agenda della politica europea.
Al fine di illustrare l’evoluzione delle tematiche inerenti la ripartizione delle competenze, sia interne che esterne, ho dedicato la prima parte del presente lavoro all’excursus storico, dal Trattato di Roma del 1958 al Trattato di Nizza del 2001, ponendo particolare attenzione all’attività interpretativa svolta dalla Corte di Giustizia.
La stipulazione del Trattato di Nizza segna l’apertura di un ampio dibattito politico sul futuro della “nuova Europa” a 25 Stati membri che, nella prospettiva di redigere un Trattato costituzionale, colloca la questione di una precisa delimitazione delle competenze al centro dell’attenzione.
“Questioni di competenza sono questioni di potere” : questa frase lascia intuire la ricchezza e complessità dell’anzidetto dibattito che si intende illustrare attraverso l’esame dei numerosi contributi provenienti dalla dottrina, dai rappresentanti degli Stati membri, attuali e futuri, dalle istituzioni dell’Unione, dagli enti locali e dalle parti sociali.
La Convenzione Europea, un forum ad hoc istituito dalla Dichiarazione di Laeken e composto dai principali partecipanti al dibattito sul futuro dell’Unione europea, si è posta l’ambizioso obiettivo di delineare una disciplina generale della ripartizione delle competenze che rappresenti una sintesi di compromesso delle molteplici e spesso contrastanti istanze, che superi le problematiche del sistema vigente, e che si presenti chiara, comprensibile e trasparente alla lettura da parte del cittadino europeo.
Il risultato di oltre un anno di intenso lavoro della Convenzione è sfociato nella redazione del progetto di Trattato costituzionale – consegnato il 18 luglio 2003 alla Presidenza italiana del Consiglio europeo – che dedica un intero Titolo alla materia delle competenze. Alla descrizione e valutazione dei risultati raggiunti, in relazione alle finalità perseguite, è dedicata l’ultima parte del presente lavoro.

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1 Introduzione La storia della costruzione dell’Unione europea ha visto fronteggiarsi nel tempo due spinte opposte: da una parte, la volontà di evitare la realizzazione di un “superstato” sovranazionale, burocratico e accentratore, irrispettoso delle peculiarità delle molteplici identità nazionali e regionali che vi coesistono; dall’altra parte la necessità di impedire che l’egoistica difesa delle prerogative decisionali degli Stati membri privi l’Unione della sua concreta capacità di azione nella realizzazione di obiettivi comuni. In quest’ottica ben si comprende perchè la questione della definizione e codificazione di una chiara e bilanciata ripartizione delle competenze fra Unione europea e Stati membri sia sempre stata considerata una necessità di primo piano nell’agenda della politica europea. Al fine di illustrare l’evoluzione delle tematiche inerenti la ripartizione delle competenze, sia interne che esterne, ho dedicato la prima parte del presente lavoro all’excursus storico, dal Trattato di Roma del 1958 al Trattato di Nizza del 2001, ponendo particolare attenzione all’attività interpretativa svolta dalla Corte di Giustizia. La stipulazione del Trattato di Nizza segna l’apertura di un ampio dibattito politico sul futuro della “nuova Europa” a 25 Stati membri che, nella prospettiva di redigere un Trattato costituzionale, colloca la questione di una precisa delimitazione delle competenze al centro dell’attenzione. “Questioni di competenza sono questioni di potere” 1 : questa frase lascia intuire la ricchezza e complessità dell’anzidetto dibattito che si intende illustrare attraverso l’esame dei numerosi contributi provenienti 1 In questo senso cfr. INGOLF PERNICE, Kompetenzabgrenzung im Europäischen Verfassungsverbund, in Walter Hallstein –Institut für Europäisches Verfassungsrecht, Berlin, Humboldt Universität, 2000, p. 5, in <http://www.whi-berlin.de/pernice- kompetenzabgrenzung.htm>.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Barbara Kargruber Contatta »

Composta da 292 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4641 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.