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Il ruolo della Media Education nell'educazione degli adulti. Stato della questione e analisi di un caso

"…il bisogno sociale di educazione nel caso dei media è innegabile.
Tale bisogno non si limita all'istruzione scolastica
ma si allarga anche all'educazione degli adulti
in una prospettiva di formazione permanente." (P.C.Rivoltella)


È a partire da questa affermazione che prende le mosse il presente lavoro o, meglio, dal rendersi conto che, per quanto tutto il mondo dell’educazione abbia un concreto e piuttosto urgente bisogno di attrezzarsi nei confronti dei mezzi di comunicazione, solo in alcuni casi ciò viene effettivamente realizzato, ma tra questi non si trova l’educazione degli adulti, se non in rari casi. Oltre a ciò, pesa la constatazione del fatto che ufficialmente molti parlano della società dell’informazione come di un dato di fatto, senza rendersi conto che in realtà essa è accessibile solo a pochi, in confronto a tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non possono, non riescono, non vogliono accedervi.
Con questa ricerca si è voluto fornire una veloce panoramica su ciò che in Italia viene realizzato in relazione a questa situazione, verificando quali siano le esperienze concrete che possono portare i soggetti adulti, anche quelli più svantaggiati, a prendere contatto con i cambiamenti avvenuti nella nostra società sempre più informatizzata e tecnologica, nella quale i media rivestono un ruolo importante, rappresentando una presenza significativa e pervasiva in tutti gli ambienti della vita di tutti i giorni, dal lavoro, alla casa, allo svago.
Per far questo mi sono inserita nell’ottica specifica rappresentata dalla Media Education, una disciplina in cui ho avuto la fortuna di imbattermi più di una volta durante gli studi universitari, che mi ha incuriosito e appassionato e con la quale, secondo l’espressione di Mario Morcellini, «è scattato un gioco di percezioni e sensibilità».

Dopo una breve presentazione della Media Education e dell’Educazione degli Adulti, affrontata nel primo capitolo, il lavoro si svolge presentando innanzitutto i punti di contatto tra le due discipline in gioco, sui quali poter basare un’effettiva ipotesi di intersezione e collaborazione. Nello specifico, si sono evidenziate le attività e gli interventi tipici dell’Educazione degli Adulti che fossero in sintonia con le funzioni principali della Media Education; ne è nata una griglia, dalla quale si sono poi enucleate tre differenti dimensioni, tecnica, valoriale e pedagogico-funzionale, ciascuna focalizzata su un target specifico, rispettivamente l’individuo, il rapporto fra individuo e società, e la società stessa.
A seguito di una rapida panoramica sulla situazione europea, sia della diffusione della Media Education che del suo rapporto con l’educazione degli adulti, è stata posta maggiore attenzione al contesto italiano, mantenendo sullo sfondo dell’analisi la griglia precedentemente elaborata.
A conclusione della ricerca si è scelto di analizzare nel dettaglio una delle esperienze formative riscontrate, e di valutare in quale modo possa essere assimilata a un intervento di Media Education.
La scelta è caduta su Intrage, un portale specificamente rivolto ad utenti ultracinquantenni, pensato per offrire un punto di incontro adatto a loro, oltre alla possibilità di avvicinare al mondo dell’informatica e di Internet anche chi non ne ha mai avuto l’occasione, attraverso i corsi organizzati nelle cosiddette Cambuse. Queste sono sostanzialmente degli Internet Point messi a disposizione e gestiti in franchising dalla società Intrage, ma si rivelano anche vivaci e interessanti punti di incontro e apprendimento, sia formale che informale, per coloro che le frequentano.

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- 4 - PRESENTAZIONE …il bisogno sociale di educazione nel caso dei media è innegabile. Tale bisogno non si limita all'istruzione scolastica ma si allarga anche all'educazione degli adulti in una prospettiva di formazione permanente. * È a partire da questa affermazione che prende le mosse il presente lavoro o, meglio, dal rendersi conto che, per quanto tutto il mondo dell’educazione abbia un concreto e piuttosto urgente bisogno di attrezzarsi nei confronti dei mezzi di comunicazione, solo in alcuni casi ciò viene effettivamente realizzato, ma tra questi non si trova l’educazione degli adulti, se non in rari casi. Oltre a ciò, pesa la constatazione del fatto che ufficialmente molti parlano della società dell’informazione come di un dato di fatto, senza rendersi conto che in realtà essa è accessibile solo a pochi, in confronto a tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non possono, non riescono, non vogliono accedervi. Con questa ricerca si è voluto fornire una veloce panoramica su ciò che in Italia viene realizzato in relazione a questa situazione, verificando quali siano le esperienze concrete che possono portare i soggetti adulti, anche quelli più svantaggiati, a prendere contatto con i cambiamenti avvenuti nella nostra società sempre più informatizzata e tecnologica, nella quale i media rivestono un ruolo importante, rappresentando una presenza significativa e pervasiva in tutti gli ambienti della vita di tutti i giorni, dal lavoro, alla casa, allo svago. * P.C. Rivoltella, Professione Media Educator, editoriale di «INTERMED», II, 2, Giugno 1997

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Chiara Cavenago Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13979 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.