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Gruppi, coesione e leadership informale. Un'indagine empirica nella pallavolo

Informazioni tesi

  Autore: Gaia Luzzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Vittorio Tubi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Il lavoro si inserisce tra gli studi che hanno cercato di esaminare la relazione esistente tra la struttura della leadership ed il livello di coesione.
Nei gruppi sportivi i membri sviluppano un senso d’identità collettiva che rende il gruppo un’unità: i compagni di squadra condividono propositi ed obiettivi, elaborano modelli strutturati di comunicazione e stabiliscono relazioni personali soddisfacenti, attraverso una rete di ruoli e status che vanno al di là di quelli formali, senza riconoscimenti istituzionali. Tale unità è notevolmente aumentata dalla coesione che potrebbe essere definita come il grado d’unione del gruppo, che riflette la tendenza dei componenti a rimanere insieme nel perseguimento delle mete e dei propri obiettivi. Sulla base del modello concettuale di Carron, Widmeyer e Brawley (1985), si è tenuto conto di quattro distinte dimensioni della coesione: attrazione ed integrazione di gruppo, impegno sociale ed impegno nei confronti del compito.
Cercando di esaminare la struttura del gruppo, ci si chiede se esista una differenza significativa del livello di coesione in squadre dove la struttura a tre leader sia chiara ed i leader informali siano differenziati nelle tre forme funzionali al compito trovate da Bales e Slater (1955), secondo la teoria della differenziazione della leadership.
Metodi: In quattro squadre sportive di pallavolo maschile che militano nella massima serie del campionato italiano, le componenti della coesione indicate da Carron e colleghi, sono state analizzate attraverso l’uso del Group Environment Questionnaire (GEQ; Carron et al., 1985), costituito da quattro sottoscale. La struttura della squadra, invece, è stata individuata attraverso l’uso di un Sociogramma moreniano che ha permesso di verificare se ci fossero e quali fossero i leader informali.
Risultati: I risultati ottenuti dall’indagine di tipo qualitativo, attraverso correlazioni ed analisi della varianza, evidenzierebbero la tendenza ad una relazione tra struttura della leadership e coesione, solamente nella scala ”Integrazione al Gruppo riferita agli aspetti Sociali” (GI-S), che misura la percezione di totalità che i membri hanno rispetto alla squadra ed il modo in cui la squadra stessa è unita nella soddisfazione dei bisogni sociali. In effetti la squadra la cui struttura di leadership è meno differenziata, ha valori significativamente più bassi nella suddetta scala.
Conclusioni: I risultati suggerirebbero l’esistenza di una relazione tra livello di coesione e struttura differenziata della leadership. Tale struttura permetterebbe al gruppo di sopperire in modo migliore ai bisogni, aumentando di conseguenza la produttività del gruppo stesso. I componenti del gruppo, grazie alla forma tripartita della leadership, sarebbero meno impegnati in conflitti interni e si occuperebbero maggiormente degli obiettivi esterni al gruppo.
Nonostante il numero ridotto del campione, che non è risultato sistematico e non ha permesso un’analisi quantitativa, la coesione sembrerebbe comunque influenzata dalla struttura e ripartizione della leadership informale.
Potrebbero essere interessanti ulteriori indagini sulla relazione tra struttura informale del gruppo e coesione, finalizzate a scoprire se tale relazione influisce in maniera significativa sulla produttività del gruppo stesso.

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6 Premessa Gli atleti sono appagati dalla loro esperienza sportiva soprattutto se le relazioni interpersonali sono gratificanti. La consulenza psicologica negli sport di squadra, ha infatti come obiettivo primario l’ottimizzazione delle relazioni interpersonali, che consentano di ricavare soddisfazione dall’esperienza sportiva e, di conseguenza di migliorare la performance individuale e collettiva. In situazioni in cui è possibile equiparare allenamento fisico, materiale tecnico e altre variabili imputabili a strategie e schemi tattici, l’aspetto psicologico diventa appunto uno dei fattori più importanti. Negli sport di squadra, afferma Goffman (1971), il corpo di un giocatore costituisce il frammento al quale è attaccato per un po’ di tempo il prodotto di un’azione collettiva; la coesione della squadra fa sì che l’interazione fra i giocatori sia fluida e che l’azione collettiva possa svolgersi in un clima emozionale positivo, caratterizzato da unione e resistenza alla disgregazione. Un gruppo sportivo funziona bene quando anche le riserve sono soddisfatte. Una squadra riesce quindi a sfruttare il massimo delle sue potenzialità, quando anche il livello d’umore “della panchina” è alto; questo può avvenire solo se la squadra è coesa. Lo studio della dinamica dei gruppi, ha evidenziato come comuni ad ogni tipo di gruppo, una serie di caratteri generali quali la coesione, l’appartenenza, l’interdipendenza, la polarizzazione, la differenziazione dei ruoli, la leadership.

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