Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Struttura e mercato del Commercio Equo e Solidale

Scopo di questa tesi e’stato l’analisi economica di un fenomeno che, negli ultimi anni, ha conosciuto una profonda evoluzione, ma che ho voluto analizzare in termini di effettivo impatto sul sistema economico vigente, prescindendo da considerazioni di carattere etico. Nel primo capitolo ho formulato l’ipotesi su cui si regge il lavoro e che trovera’ una conferma o una smentita nel quarto ed ultimo capitolo: dopo gli insuccessi di molte politiche statali o pianificate da organismi sovranazionali, una terza via per risolvere i fallimenti del mercato e’ rappresentata dai cosiddetti approcci di tipo “bottom-up”, che partono, cioe’ dal basso, ovvero dalle persone. Il Commercio Equo e Solidale (CEeS) fa parte di quest’ultima categoria. Il secondo capitolo ha carattere descrittivo: dopo aver analizzato gli aspetti economici celati dietro la definizione “Commercio Equo e Solidale”, sono passata allo studio dei principi su cui si basa il movimento, ponendo particolare attenzione al più importante tra questi: il prezzo equo. Dall’analisi condotta, emerge che esso e’ottenuto grazie ad una precisa scelta del movimento: ridurre al minimo gli intermediari commerciali, per comprimere il prezzo finale del prodotto ed essere cosi’ in grado di elargire ai produttori svantaggiati una giusta remunerazione, che comprenda costi sociali, ambientali ed un surlpus da destinare alla realizzazione di opere a carattere sociale. Dal terzo capitolo, dedicato all’analisi dei soggetti interni al movimento equo, sono emersi due fattori molto importanti: la crescente professionalizzazione degli stessi, dimostrata soprattutto dall’ingresso dei prodotti equi nella grande distribuzione, ed il fatto che da uno studio sui consumatori e’emerso che la qualita’ rappresenta il principale elemento su cui essi basano le proprie scelte d’acquisto. Quest’ultimo aspetto ci indica qual e’ la strada che il CEeS dovrebbe percorrere in futuro. Il quarto ed ultimo capitolo e’ dedicato ad un’approfondita analisi del fenomeno equo nei paesi europei, in USA, Canada, Costa pacifica (Australia e Giappone) e nel nostro paese. L’analisi e’ volta a valutare l’impatto economico del CEeS, in termini di fatturati raggiunti dai diversi attori equi, ma anche a studiare le diverse caratteristiche che il fenomeno assume nei paesi esaminati. Al termine di tale analisi, si e’ giunti a dimostrare che il CEeS e’ tuttora un fenomeno di nicchia (rappresenta solo lo 0,01% delle transazioni internazionali ed ha raggiunto quote di mercato che in media si aggirano intorno al 2%), ma in crescita (in Europa a tassi che variano dal 10 al 25%). Attraverso un’analisi combinata dei dati sono infine arrivata a dimostrare che il futuro del movimento sta nella grande distribuzione, nella ulteriore professionalizzazione degli attori e nel definitivo abbandono della concezione, adottata in verita’ da una minoranza del movimento, ma ancora molto presente ad esempio nel nostro paese, per cui il ricorso a strumenti o soggetti propri del mercato tradizionale corrisponde ad un tradimento degli ideali.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Introduzione “Fair Trade not Aid” è lo slogan che, al proprio interno, riassume tutti gli aspetti oggetto di approfondimento nei diversi capitoli di questa tesi, e che, nonostante la sua apparente semplicità, permette di cogliere l’enorme rivoluzione che il movimento del Commercio Equo ha generato nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Procediamo con ordine: il corrente sistema di mercato non collima, purtroppo, con l’ideale situazione di concorrenza perfetta. Molte delle ipotesi su cui si regge tale modello non corrispondono, infatti, alla realtà dei giorni nostri: il diverso potere contrattuale di cui sono dotati i paesi del Nord rispetto a quelli del Sud, ad esempio, impedisce al mercato di ricoprire il ruolo di ottimo allocatore delle risorse. Ciò si traduce nella presenza di circa 1,2 miliardi di persone costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà e nella profonda disuguaglianza esistente tra paesi ricchi e paesi poveri. Per essere più precisi, come spiegato nel primo capitolo, negli ultimi anni la povertà si è sensibilmente ridotta e, di conseguenza, anche le persone che vivono al di sotto di tale soglia (dal 25 al 20%). Al contrario, invece, la disuguaglianza non accenna a diminuire: ciò deriva dal fatto che le popolazioni del Nord stanno vivendo un processo di arricchimento molto più veloce rispetto a quelle del Sud del Mondo. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Eliana Irato Contatta »

Composta da 364 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7807 click dal 28/04/2004.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.