Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Impatto della generazione eolica sull'uso dei servizi ausiliari in regime di libero mercato

Nel processo di liberalizzazione dei mercati dell'energia è necessario integrare la produzione con fonti rinnovabili. La tesi propone una stima probabilistica dei costi legati all'errore di predizione della produzione eolica nel caso l'impresa eolica partecipi al mercato dell'energia e sia costretta a ricorrere al mercato dei servizi ausiliari nel caso di errori di produzione.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Introduzione La generazione di elettricità a partire da fonti energetiche diverse dai combustibili fossili tradizionali e dall’acqua (di cui si sfrutta l’energia potenziale di caduta) ha affascinato il mondo della ricerca fin dagli albori della società industriale. In questo ambito, l’energia del vento (ovvero, energia solare sotto forma di correnti d’aria) è stata la prima ad essere sfruttata col fine di produrre elettricità, grazie a una tecnologia già avviata: da sempre, infatti, l’uomo costruisce macchine per poter utilizzare, in forma di energia meccanica, l’energia potenziale dei venti. I primissimi prototipi delle macchine oggi conosciute come turbine eoliche apparvero in Danimarca attorno al 1890, e i primi aerogeneratori usati per alimentare una rete elettrica risalgono alla Seconda Guerra Mondiale [1]. Nell’epoca moderna, la popolarità dell’energia eolica è sempre dipesa dai prezzi dei combustibili fossili, le cui fluttuazioni hanno sempre seguito logiche di natura politica più che tecnica. Dagli anni ’50 del secolo scorso, quando questi diminuirono, l’interesse per altre fonti energetiche svanì, per tornare, però, in auge negli anni ’70, in concomitanza con la crisi petrolifera, che provocò un’impennata dei prezzi degli idrocarburi. Da allora, la ricerca tecnologica in questo campo è progredita fino alla costruzione dei primi parchi eolici prototipo negli anni ’80 e all’inizio di una produzione di elettricità a carattere industriale negli anni ’90 [1]. Il vento si è attualmente imposto come la fonte rinnovabile con le maggiori prospettive di sviluppo perché, oltre al fatto, comune anche all’energia solare, di essere abbondante e presente in misura considerevole in molti paesi, è sfruttabile con una tecnologia relativamente semplice e ben collaudata. Per questo motivo, l’energia eolica è, oggi, quella che comporta il minor costo di produzione (da 0,04 a 0,06 $/kWh [1]), anche se fatica ancora a competere con le tradizionali tecnologie di produzione di energia elettrica. A livello mondiale, inoltre, è cresciuta la conoscenza e la consapevolezza dei danni provocati dalla combustione di idrocarburi (nella produzione di energia elettrica, nei trasporti, nelle attività industriali) all’ambiente naturale e alla salute umana. E’ diventato popolare il concetto di “fonte energetica rinnovabile”, per produrre energia elettrica a partire dall’energia disponibile in natura (ovvero energia solare), nelle sue varie forme (solare, eolica, idraulica, biomasse), senza l’immissione di prodotti di scarto inquinanti nell’ambiente. I

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alberto Fabbri Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1368 click dal 07/05/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.