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Successi e limiti del Patto di Stabilità e Crescita

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Francioso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Mauro Visaggio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

Il Patto di stabilità e crescita(PSC) è uno dei pilastri che sostengono la struttura dell’Uem. L’idea del Patto è stata quella di trasformare i criteri d’ingresso del Trattato in regole capaci di garantire, permanentemente, la disciplina di bilancio nell’area Ue.
I buoni risultati che le precedenti regole stabilite nel Trattato hanno ottenuto nel corso degli anni novanta, hanno spinto i membri dell’Ue a preferire un sistema di regole che, legando le mani delle singole autorità fiscali nazionali, fossero in grado di governare, se non la direzione, almeno la dimensione delle politiche fiscali nazionali. Questa prerogativa deriva, con ogni probabilità, dall’incapacità dei membri dell’Uem di dotarsi, allo stato attuale, di un’autorità fiscale sopranazionale, che risolverebbe molti dei problemi, ma non tutti, affrontati in questo lavoro.

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Introduzione Il Patto di stabilità e crescita(PSC) è uno dei pilastri che sostengono la struttura dell’Uem. L’idea del Patto è stata quella di trasformare i criteri d’ingresso del Trattato in regole capaci di garantire, permanentemente, la disciplina di bilancio nell’area Ue. I buoni risultati che le precedenti regole stabilite nel Trattato hanno ottenuto nel corso degli anni novanta, hanno spinto i membri dell’Ue a preferire un sistema di regole che, legando le mani delle singole autorità fiscali nazionali, fossero in grado di governare, se non la direzione, almeno la dimensione delle politiche fiscali nazionali. Questa prerogativa deriva, con ogni probabilità, dall’incapacità dei membri dell’Uem di dotarsi, allo stato attuale, di un’autorità fiscale sopranazionale, che risolverebbe molti dei problemi, ma non tutti, affrontati in questo lavoro. Il Patto è, nell’opinione prevalente, considerato come una grande innovazione:“il Patto deve essere considerato come uno dei maggiori tentativi di coordinamento politico della storia. La sua costruzione lo rende per alcuni aspetti comparabile all’adozione del sistema di cambi di Bretton Woods”(Artis, 2002). Come, purtroppo, da più parti era stato preventivato, le condizioni di partenza di numerosi paesi membri dell’Uem unite al sopraggiunto rallentamento ciclico della seconda metà del 2001, che ha portato l’economia Europea ad una fase di stagnazione, hanno duramente ostacolato e in diversi casi impedito la delicata fase che, nel medio periodo, doveva portare i bilanci dei membri dell’Uem “vicino al pareggio o in surplus”. Poiché il Patto di stabilità e crescita è stato costruito in modo da garantire l’utilizzo completo degli stabilizzatori automatici, senza alcun pericolo di violazione del criterio del deficit, solo nel caso in cui il paese abbia raggiunto il suo “obiettivo di medio termine”, l’allontanamento da questo obiettivo causato

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