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I riti funebri nelle popolazioni eschimesi e sarda

I riti funebri nelle popolazioni eschimesi e sarda, paragone tra due culture così lontane ma con rituali simili. Lutto, sepoltura, paura dei morti piu della morte. La Sardegna e l'Alaska mai state così vicine.
Cecilia Manca e la University of Alaskan Museum in collaborazione.

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IV INTRODUZIONE L’animo umano si è sviluppato secondo i cicli scanditi dalla natura, il nascere, il riprodursi ed il morire delle cose. Nell’animo umano la morte ha ancora tutta la sua maestà, ha colori sociali e familiari e come tale è considerata il culmine solenne del ciclo umano. Il passaggio dal mondo del noto a quello dell’ignoto ha sempre impressionato e allo stesso tempo affascinato l’uomo dalla sua comparsa, quando presa coscienza della sua esistenza, esorcizzava la paura della morte e dall’aldilà con riti e pratiche sciamaniche. Nel momento in cui ha preso coscienza di sé, l’uomo, ha percepito persino la trascendenza delle cose che gli stavano attorno, ha iniziato a porsi domande sugli eventi della natura; appare la capacità di stupirsi, dando luogo ai presupposti per il senso religioso. L’uomo in quanto uomo, è cercatore di infinito. (F.Facchini) Ogni popolo ha cercato di spiegarsi l’interruzione della vita a causa della morte, cercando di sopraffare quest’ultima con rituali, che si sono sentiti necessari all’interno della comunità e che si sono in seguito tramandate con lievi modifiche ma con molte analogie di comunità in comunità. Con la pratica della sepoltura si ha la migliore testimonianza della spiritualità delle popolazioni e nel piangere il defunto si avverte il senso di rispetto che è diventata una necessità sociale. Il rapporto con la morte e con il defunto è reso palese dal modo in cui viene trattato il corpo della persona deceduta; si nota in quasi tutte le culture un rifiuto della morte, a iniziare dall’allontanamento della salma e di tutti i suoi effetti personali. La morte di un uomo in Sardegna, fino al Novecento e in alcuni luoghi tuttora, è un fatto che modificava lo spazio e il tempo di un gruppo sociale e che interessava l’intera collettività. Nelle città moderne, la morte, ha perduto tutta la sua maestà mettendo a nudo ancora di più il suo aspetto crudele: dalla morte in una fredda corsia di ospedale, sull’asfalto per una inutile bravata o per una disattenzione. L’abitudine alla morte altrui e la perdita del senso di appartenenza ad una comunità dovuta

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Cecilia Manca Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4882 click dal 10/06/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.