Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La distribuzione dei tassi di crescita del manifatturiero cremonese: un'analisi su panel fisso

La tesi studia l'andamento di crescita delle aziende del manifatturiero cremonese nell'arco temporale 1998-2001

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Una generica struttura di mercato può essere motivata e derivare da due filoni causali: 1. Nel primo filone trovano posto i motivi che possiamo definire “classici” quali: ξ Tecnologia ξ Risposta dei consumatori alla pubblicità ξ Dimensioni del mercato target ξ Efficacia della organizzazione gestionale ξ Politiche di fusione societarie ξ Politiche governative 2. Nel secondo filone trova posto invece una motivazione non tradizionale ma di nuova concezione, il caso, o come si vuole più consuetudinariamente definire, la fortuna. Ricorriamo ad un esempio: se in un determinato istante consideriamo un gruppo di imprese di un industria con prospettive di crescita identiche e, nel tempo, analisi empiriche dimostrano che variano le dimensioni e la quota di mercato di ognuna, il tutto senza particolari motivazioni, allora la fortuna viene ad assumere in questi cambiamenti un ruolo fondamentale. Alcune imprese saranno cioè semplicemente “più fortunate” di altre e registreranno una crescita più rapida delle concorrenti per diversi anni di seguito. Inoltre se poi un’ impresa col tempo distanzia il gruppo delle concorrenti difficilmente, sempre per il calcolo delle probabilità, perderà in futuro la sua posizione dominante di mercato anzi, sussiste il 50% di possibilità che la incrementi poiché, per definizione, un’ impresa, grande o piccola che sia, ha le stesse possibilità di crescita di un' altra. Studi empirici su questi processi stocastici, partendo da un gruppo di imprese identiche con uguali potenzialità di crescita, hanno portato come conclusione il formarsi di modelli di mercato che somigliano alle strutture concentrate di molte industrie reali. L’esempio visto prima è stato eseguito rispettando i principi della legge di Gibrat infatti, per ipotesi, si è mantenuto fisso il numero delle imprese e si è assunta per tutte loro la stessa distribuzione dei tassi di crescita indipendentemente dalle dimensioni e dai tassi di crescita riportati in passato da ognuna.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Soldi Contatta »

Composta da 386 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 397 click dal 14/06/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.