Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La borsa di Roma dal 1847 al 1860

La mia tesi di laurea in storia economica dal titolo “La borsa di Roma dal 1847 al 1860”, è stata una ricerca sperimentale, basata su uno studio approfondito di una realtà poco studiata, in un periodo di transizione, ovvero prima dell’avvento dell’unità di Italia.

Spesso ci si chiede se, l’istituto borsistico, argomento principale dell’economia italiana, sia stato così importante anche in passato.

Prima del 1861, l’Italia era frazionata in numerosi Stati, e ognuno di questi aveva una propria autonomia sotto il profilo economico-politico e sociale.

L’origine dell’istituto borsistico in Italia risale sostanzialmente agli inizi del 1800, con l’introduzione delle leggi francesi nel 1808.

In ordine cronologico, la prima borsa di commercio ad essere istituita fu quella dello Stato pontificio nel 1802, anche se venne definitivamente attivata il 1 giugno 1821.

Con tale regolamento, venne definita l’attività degli agenti di cambio e dei sensali ( soggetti principali del mercato mobiliare romano).

Successivamente, vennero emanati altri regolamenti( sotto il pontificato di Papa Pio IX), volti a precisare l’attività di questo soggetti intermediari.

Anche se “Stato papale”, questo era pur sempre uno Stato aperto ai traffici commerciali con gli altri Stati.

La mia ricerca si è svolta inizialmente presso la” Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma”,

dove ho potuto, attraverso la consultazione del quotidiano il “Giornale di Roma”, reperire i dati(quotazioni delle varie società presenti sul listino della borsa di Roma),che mi hanno permesso di risalire ad un trend borsistico di ciascuna società commerciale romana.

Una volta elaborato i dati( da trend settimanali, mensili, trimestrali ed infine annuali), sono passata ad una seconda fase della ricerca, presso “L’archivio di Stato di Roma”, dove ho reperito tutte le informazioni relative alle singole società presenti nel listino della borsa romana.

Presso l’Archivio, ho consultato documenti inediti: lettere commerciali, statuti delle società, informazioni di ogni genere sulle società che vennero istituite nel corso dell’800.
Attraverso questo vasto materiale, ho così studiato le vicende di borsa… non ancora studiate in dettaglio.

Mostra/Nascondi contenuto.
I INTRODUZIONE Il mercato mobiliare romano ebbe dalla seconda metà del 1800 una sua importanza. La presente tesi ha come obiettivo di analizzare il mercato borsistico romano in un preciso arco temporale che va dal 1847 al 1860, anno antecedente l’Unificazione italiana. Si è voluto strutturare la ricerca inizialmente con un breve ma importante accenno di quello che era il sistema monetario all’interno dello Stato pontificio e, successivamente, in tre capitoli e una appendice. Il primo capitolo rappresenta il quadro della situazione economico- finanziaria dello Stato Papale, e il riflesso che questo ebbe sul mercato mobiliare 1 . Il secondo capitolo analizza la borsa di Roma, le sue origini e i suoi regolamenti. Il terzo capitolo è la parte ( insieme all’appendice) sperimentale della ricerca, poiché analizza ogni società presente nei listini di borsa dal 1849 al 1860 e le quotazioni dei titoli. Oltre le società commerciali, una posizione preminente era assunta dai titoli del debito pubblico pontificio, ossia il consolidato romano e i buoni del tesoro 2 . Di ciascuna società ne viene data l’origine e il trend delle quotazioni in relazione al contesto economico-finanziario che attraversava lo Stato della chiesa. 1 Nel ramo finanziario ebbe notevole importanza la “casa dei Rothschild”. Il fondatore della dinastia fu Amschel Meyer, modesto mercante di attività commerciali della prima metà del ‘700. I figli anch’essi divenirono commercianti, uno di questi “James” divenne un potente banchiere in grado di sovvenzionare i maggiori Stati europei, tra i quali lo Stato pontifico. Vedi per maggior dettagli Lacchè C., Cronache ferroviarie del Risorgimento italiano, Viterbo 1970,pp. 98-103. 2 Per una ricostruzione degli avvenimenti inerenti il debito pubblico pontificio vedi: D.Strangio, Il mercato primario del debito pubblico pontificio (1814-1846),Roma 1997; D.Strangio, Il debito pubblico pontificio, Roma 2001; D. Felisini, Le finanze pontificie e i Rothschild, 1830-1870, Napoli 1990; M.G. Pastura, L’amministrazione del debito pubblico pontificio nelle province romane (1810-1880), Roma 1991.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marinella Rossi Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2489 click dal 14/06/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.