Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Diritto internazionale Umanitario - Assistenza e Protezione delle vittime dei conflitti armati

L'evoluzione delle materie in oggetto ha portato ad asserire la necessità di distinguere nettamente le operazioni di assistenza da quelle di protezione nell'ambito dell'intervento umanitario. Quest'ultimo non più concepito come eccezione lecita o meno al divieto dell'uso della forza, ma come strumento attuativo dei principi di diritto internazionale umanitario (rif.).
Si è cercato di dimostrare come le operazioni di assistenza incidano esclusivamente sul limite della Domestic Jurisdiction, mentre le operazioni di protezione riguardino sia il limite della giurisdizione domestica sia il divieto dell'uso della forza.
Naturalmente la liceità di tali interventi si dovrà valutare in base al rispetto delle norme capaci di incidere sul principio di giurisdizione domestica e sul principio del divieto dell'uso della forza con le relative eccezioni.
Il distinguo tra queste tipologie di intervento umanitario sarebbe evidente osservando il fine della missione umanitaria in base al quale vengono calibrati i mezzi degli interventori. La distinzione, dunque, si basa sull'utilizzo o meno della forza o della minaccia della stessa, a nulla osta che il confine sia labile e che spesso azioni riconducibili ad interventi di assistenza, in condizioni patologiche, abbiano lasciato il campo ad interventi di protezione o che nella quasi totalità delle azioni di protezione si perseguano anche scopi assistenziali. Il riconoscimento di queste posizioni giuridiche spinge al ridimensionamento del principio di effettività a vantaggio di quello di legittimità.
Nel corso del lavoro si è evidenziato come la giurisdizione domestica sia limitata ad "un esercizio legittimo del potere di governo" e, nel caso lo Stato sia interessato da una emergenza umanitaria, che la prestazione di "soccorso internazionale" rispettante i parametri della sussidiarietà, dell'imparzialità e della neutralità, non può essere intesa come una violazione della sovranità.
Questo compito l'ha avocato a se l'Organizzazione delle Nazioni Unite con un'attenzione sempre maggiore per l'intervento umanitario soprattutto nell'ultimo ventennio. S/res 688/91; 713/91; 721/91 collegamento diretto dalla S/res 758/92 ed in seguito confermata dalle (C Ruanda) S/Res 893/94 e 997 1028 e 1029 del 95 (C R G L A) S/res 1078/96, 1080/96, 1097/97
Il ruolo del Consiglio di Sicurezza, non necessario in una fase "fisiologica delle operazioni di assistenza umanitaria" in ultima analisi è fondamentale per la garanzia del rispetto del "dovere di assistenza", costituendo l'ultimo baluardo in caso di diniego arbitrario dello Stato territorialmente competente a far fronte all'emergenza umanitaria.
Per l'attuale diritto internazionale, se non si può parlare di un dovere di intervento o di un diritto delle popolazioni a ricevere assistenza, non si può non riconoscere l'esistenza di obblighi connaturati all'esercizio della sovranità comportanti la compressione di quest'ultima finalizzata al soddisfacimento delle esigenze che sono alla base dell'intervento umanitario (a proposito di un diritto delle popolazioni all'assistenza umanitaria si veda S/Res 1009/95 S/prst/1997/34 (statement of the president on protection for humanitarian assistance), S/1998/883, s/1999/957.
Più che di un diritto soggettivo, per ciò che concerne l'assistenza umanitaria, stante anche la difficoltà di individuare un soggetto internazionale a cui spetti tale diritto, si deve parlare di un obbligo inter potestates. Sarebbe dunque riferibile al "sovrano territoriale" o agli Stati limitrofi. Corollario di quanto in discorso è il "principio di non applicabilità delle misure coercitive non implicanti l'uso della forza agli aiuti umanitari", in base al quale tali misure non possono incidere sull'effettiva prestazione dei soccorsi umanitari .
Per tale vie si arriva ad affermare l'esistenza del principio del "divieto di diniego arbitrario del consenso" o "dovere di accettare l'assistenza" o principio del consenso a discrezionalità vincolata (principio riconosciuto in S/res 1296/2000 e S/res 1997/34) .

.. (estratto dalla presentazione)

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione La guerra è vietata. Le fonti primarie del diritto internazionale lo affermano e la Carta delle Nazioni Unite lo specifica in maniera inequivocabile: sono anche vietati la minaccia e il ricorso all'uso della forza armata contro un altro Stato. A partire dal 1945, la guerra non costituisce più un mezzo tollerato di soluzione delle controversie che sorgono tra gli Stati. Seppure il diritto internazionale generale afferma il divieto del ricorso all'uso della forza nelle relazioni internazionali è necessario disporre di norme internazionali che limitino gli effetti della guerra sulle persone e sui beni e che proteggano certi gruppi di persone particolarmente vulnerabili. E' questo l'obiettivo del diritto internazionale umanitario, di cui le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i loro Protocolli Aggiuntivi del 1977 sono una importante fonte, che nel tempo si sarebbe trasformata in un insieme di norme primarie, nello specifico, di principi generali di diritto internazionalmente riconosciuti dalle "nazioni civili". Nella nostra trattazione esamineremo come il diritto internazionale umanitario si presenta ai giorni nostri, dopo aver volto brevemente lo sguardo alla sua storia e allo suo sviluppo 1 . Distinguendo tra i tre corpi di norme: lo "ius ad bellum", lo "Ius contra bellum" e lo ius in bello, ognuno dei quali ha una finalità tipica, cercheremo di qualificare il rapporto tra il diritto internazionale umanitario e l'intervento umanitario 2 . Il diritto internazionale umanitario nasce come insieme di regole volte a limitare le barbarie delle guerre 3 , e solo dopo circa un secolo si sostanzia nel divieto della guerra stessa 4 , guerra fino ad allora intesa come metro di relazione inter-statale. 1 Per un'attenta ricostruzione dello sviluppo del diritto internazionale umanitario si veda anche: Ronzitti, "Diritto internazionale dei conflitti armati", Torino, 1998, pp. 6 e ss. 2 Per una distinzione dei tre corpi di norme si veda, Ronzitti, "Diritto internazionale…", op. cit., pp. 7 e ss. 3 Convezione di Ginevra del 18 agosto 1864. 4 Statuto delle Nazioni Unite, San Francisco, 26 giugno,1945.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianluca Tedesco Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5629 click dal 15/06/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.