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Libertà di scuola. Scuola di libertà. Scuola pubblica e scuola privata nel dibattito dell'Assemblea Costituente

Storicamente, contrariamente agli altri paesi occidentali, la questione della scuola privata da noi è esclusivamente la questione "confessionale". Dietro al pluralismo rivendicato dalla Chiesa e dalle sue associazioni non c'è che la morte definitiva di ogni spirito aperto al pluralismo. I nostri padri costituenti portano altre responsabilità sulla scuola, ma non certo quella di aver difeso fino in fondo con fermezza la centralità della scuola statale come unico luogo capace di essere per tutti gli individui e per tutte le coscienze "scuola di libertà" contro la "libertà di scuola" che ne è irrimediabilmente la sua negazione, poiché nel nostro paese la libertà di scuola ha un unico nome: scuola confessionale.

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1 INTRODUZIONE Il 6 ottobre del 1989 si costituisce a Milano la Conferenza Permanente delle Autonomie (Cpa) a cui aderisce un composito cartello di associazioni cattoliche: l’Università cattolica di Milano, la libera università Maria Assunta di Roma, l’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Fidae e svariate organizzazioni di scuole non statali con l’appoggio esterno dell’Opus Dei e di Comunione e Liberazione. Il tema della conferenza è l’autonomia quale principio regolatore strategico della scuola pubblica, statale e non statale. Autonomia che in questa sede viene teorizzata come la libera proliferazione di tante scuole d’opzione ideologica per le famiglie, che insieme concorrono ad esprimere il pluralismo culturale della nostra società complessa, ma tutte legittimate, in nome della parità, a costituire il sistema scolastico integrato del nostro paese. Aprire, dunque, in nome dell’autonomia una “sana” concorrenza tra scuole di orientamento e scuole statali sul libero mercato della formazione pubblica, a partire però da una comune condizione di parità. Da allora, prima con il governo Berlusconi, poi con i governi di centro-sinistra è stato tutto un crescendo nel riconoscere che, quanto il parlamento in cinquant’anni di storia patria non era riuscito a fare, doveva finalmente trovare la luce. Dopo tanta gestazione era giunto il tempo di partorire la legge sulla parità tra scuola pubblica e privata. Mentre si andavano ipotizzando, anche a seguito di alcune sentenze della Corte costituzionale, forme di finanziamento alle famiglie degli alunni frequentanti le scuole private legalmente riconosciute o pareggiate, come il buono scuola o le detrazioni fiscali, anche l’attuale pontefice interveniva a

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giovanni Fioravanti Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.