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Filosofie della storia e filosofia critica della storia nel pensiero di Raymond Aron

Informazioni tesi

  Autore: Sergio Putzu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Maria teresa Marcialis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

La tesi si concentra sul pensiero filosofico di Aron e sul problema della conoscenza storica e della storia. Oggetto di questo nostro lavoro non è l'Aron sociologo ma il filosofo critico delle filosofie della storia e del determinismo storico

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II INTRODUZIONE La vicenda umana ed intellettuale di Raymond Aron 1 si confonde con quella del XX secolo di cui egli è stato uno dei più lucidi interpreti. Mosso dall’esigenza di riflettere sulla condizione storica dell’uomo e di comprendere più a fondo la società in cui viveva, Aron non soltanto si confrontò con le questioni centrali del nostro tempo ma ne assorbì tutta la complessità e le contraddizioni. Quasi riunendo in sé quella frammentazione del sapere tipica della modernità, Aron ha esercitato le sue lucide analisi negli ambiti più svariati e tradizionalmente estranei l’uno all’altro. Egli scrisse opere fondamentali di 1 Nato il 14 marzo 1905 a Parigi, Aron frequentò la classe di filosofia al lycée Hoche conseguendo brillantemente il diploma di studi secondari (baccalauréat). Nel 1924 accedette per concorso all’Ecole normale supérieure, all’epoca al culmine del suo prestigio, insieme a candidati del calibro di Sartre e Nizan. Tra i suoi insegnanti figura il nome di Léon Brunschvincg, sotto la cui direzione nel 1927 Aron scrisse la tesi di diploma (maîtrise). Dopo aver conseguito l’agrégation de philosophie (1928) Aron ottiene un posto di assistente all’università di Colonia nel 1930. Il soggiorno in Germania fu decisivo per la sua maturazione intellettuale ed esistenziale. Qui Aron fece la scoperta della politica , attraverso la lettura di Marx e di Weber, mentre assisteva in prima persona agli eventi che avrebbero devastato l’Europa. Dopo due anni trascorsi a Berlino (1931-1933), lasciò la Germania, ormai posseduta dal furore antisemita, per recarsi nuovamente in Francia. Qui pubblicò nel 1935 uno studio sulla sociologia tedesca, mentre cominciò a redigere le due tesi, che secondo la prassi universitaria avrebbe dovuto discutere per conseguire il doctorat d’Etat. La discussione e la pubblicazione de La philosophie critique de l’histoire e L’introduction à la philosophie de l’histoire avvenuta nel 1938, fu un vero e proprio evento culturale che contribuì a scardinare il positivismo storico e sociologico allora imperante nell’Università francese. Immediatamente dopo la soutenance scoppiò la guerra, e in seguito alla capitolazione francese nel 1940, Aron prese la drammatica decisione di imbarcarsi per Londra. Per quattro anni fu redattore-capo de «La France libre» dalle cui colonne difese le ragioni delle forze francesi libere, senza tuttavia approvare tutte le posizioni del generale de Gaulle. Terminata la guerra, Aron rifiuta la cattedra all’Università di Bordeaux e si dedica al giornalismo. Fu redattore ai quotidiani «Combat» (1946-1947) e «Figaro» (1947-1977) in cui scrisse di politica interna ed estera, senza trascurare le questioni economiche. Tuttavia Aron non abbandonò mai lo studio della filosofia e della sociologia, pubblicando vari scritti tra cui Le grand schisme (1948), Le guerres en châine (1951) e nel 1955 L’opium des intellectuels. In questa celebre opera Aron denuncia l’indulgenza degli intellettuali nei confronti del regime sovietico e il fanatismo che deriva dall’idolatria della storia. Nello stesso anno, che segna la rottura con Sartre e i circoli della sinistra parigina, Aron viene eletto alla Sorbona e va incontro ad una sorta di rinascita accademica. Nell’arco di un quindicennio senza rinunciare al giornalismo, pubblica le sue grandi opere sociologiche: Paix et guerre entre les nations (1962), considerata la sua seconda tesi, Dix-huit leçon sur la société industrielle (1962), La lutte des classes (1964) e Démocratie et totalitarisme (1965). Occorre menzionare inoltre Les étapes de la pensée sociologique (1967), La société industrielle et la guerre (1959) e infine Dimensions de la conscience historique (1961) che riprende i problemi della comprensione storica. Nel 1970 Aron fu eletto al Collège de France ricevendo a sessantacinque anni la definitiva, anche se un po’ tardiva, consacrazione. Il giornalista professore svolse il suo nuovo incarico con la passione di sempre, portando avanti un’incredibile mole di corsi e pubblicazioni. Tra le opere principali di questo periodo ricordiamo lo studio filosofico Histoire et dialectique de la violence (1973) diretto contro Sartre e che riprende il filone della critica ideologica, La république impériale (1972), l’opera capitale Penser la guerre. Clausewitz (1976) e in fine il bellissimo testamento autobiografico Mémoires. Morì per una crisi cardiaca a Parigi nel 1983.

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Parole chiave

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comprensione
critica del marxismo
critica del totalitarismo comunista
critica delle filosofie della storia
determinismo storico
filosofia critica della storia
oggettività storica
sociologo politico
storicismo

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