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La partecipazione della CE all'organizzazione mondiale del commercio e i limiti della sua competenza in materia di politica commerciale comune

Il tema dei rapporti tra l’ordinamento comunitario e il sistema di norme che disciplinano il commercio mondiale, (ieri GATT, oggi OMC) è stato da sempre motivo di riflessione e di dibattito.
La dottrina ha nel corso degli anni ben illustrato il percorso compiuto dalla Comunità europea per aprirsi al sistema economico mondiale.
Infatti la Comunità, pur condividendo i principi neoliberali sui cui si fondava, prima, l’Accordo Generale sulle tariffe doganali ed il commercio (GATT), e si basa ancora di più oggi l’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC), ha dovuto tener conto anche di quella che è la sua natura di sistema regionale.
In altre parole, vi è stato e tuttora vi è un quotidiano bilanciamento tra gli obiettivi previsti dall’art. 131 TCE (ex art. 110) di «sviluppo armonico del commercio mondiale, graduale soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali e riduzione delle barriere doganali» con quelli che sono i fini individuati dall’art. 2 TCE, come ad esempio la tutela ambientale o il raggiungimento di «un elevato livello di occupazione, di protezione sociale e il miglioramento del tenore e della qualità della vita» all’interno della Comunità europea.
Inoltre, la situazione è resa ancora più complessa dalla presenza, in ambito internazionale, degli stessi Stati membri che continuano a rivendicare un ruolo da protagonisti accanto alla Comunità, non volendo concedere a quest’ultima poteri esclusivi in tema di relazioni economiche esterne.
Si comprende, quindi, facilmente come la partecipazione della Comunità europea al sistema dell’economia globalizzata risulti alquanto complessa.
L’intento di questo lavoro è stato quello di comprendere e di analizzare questa situazione, limitandosi a chiarirne alcuni aspetti particolarmente interessanti. Come quelli concernenti le origini e la struttura dell’OMC, nonché quelli relativi alla competenza della CE a stipulare gli accordi pertinenti e a partecipare a tale Organizzazione. Particolare attenzione è stata, infine, riservata alle necessarie modifiche in materia di politica commerciale comune che sono state introdotte dai Trattati d’Amsterdam e di Nizza per consentire alla CE una partecipazione in seno all’OMC non vincolata dalla partecipazione alla stessa Organizzazione degli Stati membri.



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1 INTRODUZIONE Il tema dei rapporti tra l’ordinamento comunitario e il sistema di norme che disciplinano il commercio mondiale, (ieri GATT, oggi OMC) è stato da sempre motivo di riflessione e di dibattito. La dottrina ha nel corso degli anni ben illustrato il percorso compiuto dalla Comunità europea per aprirsi al sistema economico mondiale. Infatti la Comunità, pur condividendo i principi neoliberali sui cui si fondava, prima, l’Accordo Generale sulle tariffe doganali ed il commercio (GATT), e si basa ancora di più oggi l’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC), ha dovuto tener conto anche di quella che è la sua natura di sistema regionale. In altre parole, vi è stato e tuttora vi è un quotidiano bilanciamento tra gli obiettivi previsti dall’art. 131 TCE (ex art. 110) di «sviluppo armonico del commercio mondiale, graduale soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali e riduzione delle barriere doganali» con quelli che sono i fini individuati dall’art. 2 TCE, come ad esempio la tutela ambientale o il raggiungimento di «un elevato livello di occupazione, di protezione sociale e il miglioramento del tenore e della qualità della vita» all’interno della Comunità europea. Inoltre, la situazione è resa ancora più complessa dalla presenza, in ambito internazionale, degli stessi Stati membri che continuano a rivendicare un ruolo da protagonisti accanto alla Comunità, non volendo concedere a quest’ultima poteri esclusivi in tema di relazioni economiche esterne.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Moretti Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3060 click dal 13/07/2004.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.