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La carne degli dei (considerazioni sui funghi allucinogeni)

L'uso dei funghi allucinogeni come sostanze creative nel mondo e in Italia.
Dall'antichità ai giorni nostri l'uso di questi carpofori è sempre stato circondato da misteri e dicerie.

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1 INTRODUZIONE Si può certamente affermare che poche piante abbiano sofferto di tanta cattiva pubblicità quanto le piante allucinogene questo nonostante sia oggettivo il fatto che i livelli di tossicità delle piante allucinogene più conosciute siano ben al di sotto di quelli di sostanze quali alcol, nicotina, caffeina ecc. Questo si riflette anche nel fatto che i termini descrittivi di queste sostanze siano spesso stati caricati di valori non scientifici. Il termine “allucinogeno” è stato usato con un’eccezione negativa, sottolineando l’inutilità o la pericolosità delle sostanze; il termine “psichedelico” (introdotto da Humpry Osmond 1957) con il significato di “ciò che rende la mente visibile” ha, invece, un’eccezione più positiva; il termine psicotomimetico (che imita la psicosi), forse il più “politicamente neutro”, è ormai in disuso perché si è compreso che queste sostanze non hanno un effetto psicotico. Anche sulla natura dell’esperienza allucinogena (psichedelica) vi è una varietà di opinioni e miti; in realtà, la qualità che caratterizza in maniera unica le droghe psichedeliche non è l’ideazione allucinogena e paranoide che possono occasionalmente indurre (molte altre classi di farmaci, tra cui i cortisonici e antimalarici, possono indurle a dosaggi elevati, e comunque si tratta sempre di

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Luca Rosignoli Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5209 click dal 07/07/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.