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La riorganizzazione nel settore automotive: il rapporto con i fornitori e la distribuzione

Informazioni tesi

  Autore: Umberto Santopietro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Piero Mastroberardino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 205

Il settore automotive ricopre un ruolo fondamentale per l’intera economia mondiale fin dalla sua nascita. Esso è considerato l’”industria delle industrie” ed anche in Italia è il settore con più addetti.
L’automotive da un po’ di anni alterna situazioni di crisi a riprese più o meno incoraggianti. La sua caratteristica principale è quella di essere un settore in continuo “movimento”, nel senso che essendoci una forte competizione, le Case automobilistiche (OEM, Original Equipment Manifacturers) fanno dell’innovazione continua la loro arma principale.
Questo lavoro si propone di esaminare le dinamiche che hanno portato alla crisi dell’auto e vedere quali sono le strade che stanno intraprendendo le Case per rinvigorire il settore.
La prima parte è dedicata al mercato e riguarda profondi cambiamenti che lo hanno interessato, prendendo come punto di partenza del cambiamento, le crisi petrolifere del ’73 e ’79, che rappresentano lo spartiacque tra due modi completamente diversi di concepire il prodotto auto.
Nella seconda parte si vedrà la risposta dei costruttori che, viste le nuove esigenze, devono attuare un profondo ripensamento del processo produttivo, prendendo come modello il modo di produrre auto Made in Japan: la lean production.
Quest’ultima è, anche la base di partenza del nuovo rapporto che si instaura tra Case e fornitori per il raggiungimento degli obiettivi di globalizzazione e innovazione continua.
La terza parte in fine è dedicata al marketing, il cui ruolo è stato rivalutato negli anni. Nell’ambito del marketing, poi, rilevanza centrale è affidata al ruolo della distribuzione e al possibile snellimento della stessa, in virtù delle novità introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 1400/2002.

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7 Introduzione Fin dalla sua nascita, il settore automotive ha ricoperto un ruolo fondamentale per l’intera economia mondiale, non a caso è stato definito “l’industria delle industrie”, oltre che per il numero di addetti, anche in quanto fucina di innovazioni che poi hanno influenzato tutti gli altri settori. Bastano pochi dati riguardanti il nostro paese a sottolinearne l’importanza. In Italia, il settore dell’auto occupa il maggior numero di impiegati, a Marzo si calcolavano 82.711 addetti. A questi si devono, poi, aggiungere altri 80.000 lavoratori che si dividono tra le quasi 4.000 concessionarie e le migliaia di officine di riparazione, per un fatturato che si aggira intorno ai 70 miliardi di euro 1 . La caratteristica di questo settore è che da un po’ di tempo attraversa una profonda crisi, che inevitabilmente si ripercuote sull’intera economia nazionale. E questo è lampante se si considera che il numero degli addetti è sceso vorticosamente negli ultimi 4 anni. Nel 2001, erano 99.831 e nel 2002 90.843. Proprio fra il 2002 e il 2003 si è registrato il calo più vistoso: oltre 4.700 posti in meno. E nei primi tre mesi di quest’anno, si sono già persi 970 posti. Questo lavoro si propone di esaminare le dinamiche che hanno portato alla crisi dell’auto e vedere quali possono essere le strade da intraprendere per rilanciare il settore. 1 Fonte: Anfia.

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