Skip to content

Un approccio territoriale al mercato del lavoro: aspetti analitici e strategici

Informazioni tesi

  Autore: Benjamin Rembrij
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Pierluigi Maria Grasselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

Quello locale è senz’altro il livello che consente di raggiungere una maggiore efficacia negli interventi riguardanti il mercato del lavoro. Questi si definisce locale quando nel corrispondente territorio vi è una spiccata concentrazione dei flussi di domanda e di offerta di lavoro o quando rappresenta un’insieme di relazioni sistematiche tra la popolazione economicamente residente in un dato territorio ed il sistema produttivo esistente in esso. Il nostro Paese ha agito essenzialmente in due direzioni cioè il decentramento e la maggior flessibilizzazione delle politiche del lavoro. Tutto ciò, tuttavia, è realizzabile solo attraverso un adeguato sviluppo del territorio.Con il Patto per il lavoro tra Governo e Parti sociali del 1996, sono state corrette o introdotte per la prima volta forme contrattuali e misure di intervento che nel complesso ampliano sia le possibilità di scelta di lavoratori ed imprese sia la gamma degli strumenti a disposizione della politica del lavoro. Tali innovazioni hanno riguardato l’introduzione del lavoro interinale e della relativa attività di intermediazione svolta da agenzie private, nuove possibilità di modulare i tempi di lavoro e gli incentivi per la riduzione dell’orario, la diffusione del part time, e varie forme di contratti atipici, di incentivo e di intervento. La necessità di modernizzare il mercato del lavoro esige che la qualità del processo traspositivo sia elevata in quanto deve tener conto delle caratteristiche dei mercati del lavoro locali, nel quadro del nuovo ordinamento federale. Il decentramento delle politiche del lavoro è stato via via sempre crescente, man mano che si rafforzava in Italia, il ruolo assegnato alle Regioni nelle strategie alla lotta per la disoccupazione.
Il processo di decentramento alle Regioni ed agli Enti locali delle competenze in materia di mercato del lavoro, è stato definito nelle sue linee principali dal decreto legislativo 469/1997 in attuazione del primo articolo della Legge Bassanini (n. 59/1997).
Con il suddetto decreto e attraverso le successive leggi regionali di attuazione, viene trasferito alle Regioni ed agli Enti locali tutta la materia del collocamento, dell’avviamento al lavoro, dei servizi per l’impiego, e delle politiche attive.
Allo Stato, rimangono, oltre alle competenze relative alla previdenza sociale, alle eccedenze del personale ed alla vigilanza, le funzioni di indirizzo, promozione e coordinamento, di rappresentanza e di raccordo con gli organismi internazionali e con l’Unione Europea. Ad esso viene anche affidata la responsabilità del sistema informativo lavoro.
Al centro del nuovo sistema istituzionale si pongono le Regioni, cui spettano i compiti di programmazione, coordinamento, valutazione e controllo delle politiche del lavoro, oltre ad altre funzioni relative alla cassa integrazione guadagni ed alla mobilità, nonché alla promozione di accordi fra le parti sociali per la stipula di contratti di solidarietà.
Le Regioni operano in stretto raccordo con le Province, alle quali, in base a quanto specificato dalla apposita legge regionale, sono affidati i compiti di gestione degli interventi. A tale scopo, le Province si avvalgono dei Centri per l’impiego, di norma operativi nell’ambito di bacini di circa 100.000 abitanti, che sostituiscono i vecchi uffici del collocamento, e rappresentano, sul territorio, i terminali operativi dell’intervento pubblico ed il livello di interfaccia con imprese ed i lavoratori.
Regioni, Province e Centri per l’impiego costituiscono l’asse centrale di un sistema che comprende altri organismi che intervengono in vario modo nelle fasi di programmazione e realizzazione delle politiche del lavoro.
Uno di questi, che svolge un ruolo di primo piano, è l’Agenzia regionale, dotata di personalità giuridica e autonomia patrimoniale contabile, a cui spetta l’assistenza tecnica agli organismi impegnati nelle varie misure e il monitoraggio delle stesse. Ad essa viene, inoltre richiesto esplicitamente di collaborare per realizzare l’integrazione delle politiche attive, della formazione, dei servizi per l’impiego ed il collegamento al SIL.
Poi vi sono le commissioni tripartite, in cui rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori fungono da organi di consultazione e concertazione e, nel caso della commissione regionale, anche di intervento diretto nelle procedure relative a contratti di formazione lavoro, lavori socialmente utili, mobilità.
Va però precisato che l’attuazione della Bassanini (Legge 59/1997) non comporta automaticamente la realizzazione dei servizi integrati per l’impiego e quindi non risolve il problema di una loro efficace erogazione sul territorio nazionale. Questo sia perché l’integrazione è possibile solo allorchè alle funzioni di collocamento (oggetto di conferimento dallo Stato alle Regioni) vengono affiancate altre funzioni, sia perchè il processo di integrazione presuppone il coinvolgimento di livelli istituzionali e di soggetti pubblici e privati diversi.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione __________________________________________________________________ 1 INTRODUZIONE Nel presente lavoro si cerca di illustrare il problema della disoccupazione studiato ed analizzato sotto il profilo territoriale con un’ottica prevalentemente “locale”. La maggiore 1 correlazione tra crescita del prodotto e crescita dell’occupazione nonché la maggiore diffusione del lavoro atipico, dovute alle misure di flessibilità introdotte a partire dal 1997, dimostrano come vi siano le condizioni affinché anche in Italia possa crearsi un mercato del lavoro dinamico, efficiente ed equo. Tuttavia, l’Italia, con un tasso di occupazione che nel 2000 è ancora al 53,5%, sconta un ritardo pesante rispetto a tutti gli altri paesi europei. La causa principale del gap italiano è ascrivibile al Mezzogiorno, che dista dagli attuali livelli medi UE di oltre venti punti percentuali sia per il totale sia per la componente femminile. Il divario, ampliatosi nell’ultimo quindicennio 2 , è ascrivibile tanto ad una minore produttività per occupato che ai più bassi livelli dell’occupazione nella popolazione. 1 Cfr: libro bianco del marcato del lavoro in Italia, 2001, p. 12. 2 Le tendenze dell’ultimo quinquennio appaiono peraltro più favorevoli, con un leggero miglioramento relativo del Mezzogiorno in parte da ricollegare alla ripresa dei flussi migratori tra le due aree (il saldo netto dei movimenti da Sud a Nord, pari a 30mila persone all’anno nel decennio 1985-1994 è stato di 80mila persone nel 1999 ed in parte alla migliore performance relativa del PIL meridionale, dopo il picco ciclico del 1995. Quest’ultima, non è peraltro da sopravvalutare. Essa è infatti intervenuta in un momento di difficoltà sui mercati internazionali delle produzioni italiane, comunque largamente localizzate nel Centro-Nord. Avuta presente la condizione ciclica del periodo, più che di un maggior sviluppo del Mezzogiorno, si deve inoltre parlare di una minore frenata di quelle regioni, il cui andamento è comunque tradizionalmente meno dipendente dal ciclo economico.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

bassanini
commissione regionale
lavoro
legge biagi
mercato locale
occupazione
phillips
piano
politica
provincia
salari
sussidio

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi