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Ordinamenti religiosi combattenti: Templari e Samurai

La tesi nella prima parte ricostruisce i fondamenti storici e teologico-spirituali della nascita e della affermazione di un peculiare fenomeno all'interno della civiltà occidentale e cristiana, l'istituzione di un ordine di monaci-guerrieri che assunsero il nome di Cavalieri del Tempio, o Templari, per poi passare ad esaminarne in modo analitico la Regola, che come in ogni ordine monastico, ne disciplinava la vita conventuale, ma in questo caso anche la condotta militare. Nella seconda parte viene operato un parallelismo con un fenomeno che si sviluppa in seno alla civiltà orientale e che presenta significativi tratti comuni con quello rappresentato in Occidente dai Templari. Tale fenomeno è costituito dalla figura dei Samurai, casta di nobili guerrieri sviluppatasi nel Giappone medievale, i quali si distinsero per l'eccellenza della loro abilità militare. Tale figura viene esaminata approfonditamente nei suoi principali aspetti, dal suo rapporto con la dimensione spirituale Zen, alle caratteristiche più importanti delle sue tecniche di combattimento, alle norme etiche che ne informavano la condotta interiore ed esteriore.

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3 Introduzione La mentalità prevalente nella società contemporanea separa distintamente la dimensione del sacro dall’esperienza del secolo, collocandoli su due piani paralleli privi di legame tra loro. L’esperienza religiosa nella nostra epoca si è andata sempre più configurando come una forma di negazione, di distacco dalla realtà fenomenica, mentre viceversa la società secolare ha intrapreso un cammino di accentuazione sempre maggiore dell’autonomia da ogni riferimento sostanziale di natura trascendente. In questa prospettiva ripercorrere l’esperienza dei samurai e dei templari, straordinari guerrieri e insieme figure rappresentative della spiritualità orientale e occidentale, appare significativo per mostrare come un diverso percorso sia possibile. Essi con le loro imprese e i loro successi nel saeculum, in particolare nell’ attività militare che costituiva il fulcro delle società feudali in cui hanno vissuto, hanno conservato integra la loro fama a distanza di molti secoli, e messo in luce come non solo sia possibile l’unione tra lo spirituale ed il temporale ma come ognuna di queste due dimensioni sia arricchita e completata dal rapporto con l’altra. Mentre la maggior parte delle esperienze di natura religiosa sono contraddistinte da un atteggiamento di fuga,di disimpegno, dal proposito di sottrarsi all’abbraccio del saeculum con tutte le sue implicazioni, e di limitarsi a svolgere un ruolo da spettatore esterno delle sue vicende, la novità sostanziale del fenomeno templare e samurai risiede nel fatto che essi dopo aver percorso la via dello spirito, accettano di impegnarsi nel mondo e di esserne partecipi con tutto sé stessi fino in fondo, financo nei suoi aspetti più problematici come la violenza e la possibilità di uccidere un altro essere umano. Infatti da un lato l’affondare le radici della propria esistenza nella esperienza contemplativa consente di vivere nel mondo sfruttando fino in fondo tutte le potenzialità che l’uomo possiede, e dall’altro il rapportarsi con la realtà mondana consente di misurare la propria dimensione spirituale con le difficoltà, la fatica, la sofferenza, ma anche la gioia della vita del saeculum, producendo l’effetto di fortificarla, di rafforzarla, radicandola ancora più saldamente nell’anima.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Claudio Medaglini Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.