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Un artista ferrarese a Trieste: Giovanni Pagliarini

La ricerca ha preso spunto da recenti studi sull'artista ferrarese e si è proposta di rivalutarne la figura correggendo alcuni errori e discrepanze relativi alla sua biografia e soprattutto ai suoi soggiorni fuori patria. Infatti, pur concentrandosi sul soggiorno di Pagliarini a Trieste, il lavoro è stato "naturalmente costretto" a considerare anche i periodi di permanenza a Udine e Pirano, tutti strettamente intersecati fra loro. Un altro filone di ricerca è stato il costante confronto fra l' opera di Pagliarini e quella del più anziano ritrattista goriziano Giuseppe Tominz la cui fama ha spesso portato all'erronea attribuzione di ritratti del ferrarese.

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2 CAPITOLO I - La formazione La difficile ricostruzione della biografia di Giovanni Pagliarini - legata alla saltuarietà delle informazioni che lo riguardano e al loro frequente discordare - si inserisce nel problema, ad oggi insoluto, di una equilibrata considerazione dell’ Ottocento ferrarese. La desolazione che fino ad alcuni decenni fa sembrava caratterizzarlo (e che comprendeva anche l’ambito economico e culturale), 1 è stata smentita grazie a recenti e più approfonditi studi. E’ stato così possibile ricostruire un panorama che, seppur non eccessivamente florido, si presentava piuttosto simile a quello riscontrabile nel resto della Penisola. 2 Anzi: seguendo Pagliarini nei suoi spostamenti abbiamo avuto modo di vedere come alcuni aspetti della Ferrara da cui era partito in cerca di fortuna, fossero presenti anche nei modi e nelle mode della contemporanea società triestina. 3 In entrambe le città, infatti, il lento sviluppo delle arti si innestava sulla recente nobilitazione della borghesia che, potendo ormai vantare patrimoni analoghi a quelli della declinante aristocrazia, pretendeva di uguagliarla impegnandosi in varie iniziative di promozione culturale. In questo contesto la differenza più lampante risiede nell’intraprendenza dei commercianti triestini cui risponde l’immobilismo economico dei ferraresi le cui fortune erano dovute alle confische napoleoniche delle terre ecclesiastiche (rivendute poi, con abile voltafaccia, ai tempi della Restaurazione). Figura fondamentale per l’uscita di Ferrara dal secolare isolamento in cui era caduta fu la figura di Leopoldo Cicognara. 4 Nonostante la lontananza, fu soprattutto nel periodo della presidenza dell’Accademia di Venezia che il conte ferrarese operò per accelerare fermenti già visibili in città mantenendo solidi contatti personali con alcuni notabili locali i quali, per suo tramite, entrarono in rapporti con personaggi di caratura nazionale. Nell’intento, infatti, di avviare una nuova e florida stagione artistica, Cicognara si adoperò costantemente nel sostegno dei giovani talenti ferraresi facendo in modo che potessero innanzitutto contare su una prima educazione in patria cui poteva seguire, nei casi più promettenti, il completamento della formazione nell’istituzione veneziana. La 1 SAVONUZZI 1971, pp. 5 – 18. 2 Sull’ambiente culturale della Ferrara ottocentesca cfr. GENTILI 1995, pp. 9 – 30. 3 Per i periodi trascorsi da Pagliarini nella città natale, sia precedentemente che in seguito alle esperienze triestina e udinese, si è seguita la più recente e completa biografia dedicata all’artista da Lucio Scardino: in essa si sostiene un’analogia fra Ferrara e Udine per la posizione di frontiera delle due città, situate ai margini rispettivamente dello Stato Pontificio e dei domini assurgici (idem 2003, pp. 33 – 45). Per notizie sulla società e sul generale panorama culturale di Trieste, su cui torneremo nel capitolo seguente, si veda BASILIO 1934, pp. 159 – 229; SALIMBENI 1983, pp. 227 – 242; LEVI 1985, pp. 251 – 301; MILLO 1990, pp. 49 – 57. 4 CECCON 1995, pp. 253 – 276; CROSERA 2002, pp. 692 – 693. Sul periodo della presidenza all’Accademia di Venezia cfr. SCUTELLARI 1893, pp. 33 – 34; L’Accademia di Belle Arti di Venezia nel suo bicentenario 1950, pp. 15 – 16; MAZZOCCA 1989, pp. 40 - 69; TOMMASI 1999, pp. 311 – 324.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Eliana Mogorovich Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2446 click dal 10/09/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.