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Il Bardo Thos Grol. Morte, trasmigrazione e rinascita

Non potendo stabilire per mezzo di studi più precisi, quanto sia universale la verità esposta nel Bardo Thos Grol, mi limito quindi a considerarne il significato etico-civile. Nei confronti di una tendenza generale a relegare l’inevitabile morte a spettacolarizzazione alienante (e alienata), l’esempio del Libro tibetano dei morti richiama l’attenzione sulla pericolosità che si cela nel negare l’altra faccia della medaglia. Un libro costruito sui simboli, a prescindere dal fatto che si fondi su credenze metafisiche, insegna che al complemento del tutto concorrono i diversi opposti: il giorno e la notte, l’amore e l’odio, il maschio e la femmina, la vita e la morte. La negazione di uno di questi aspetti nasconde in realtà il suo sviluppo incontrollato e incontrollabile, come sembra aver assodato la psicologia Occidentale nel corso dell’ultimo secolo.
L’importanza data al processo del morire, che si oppone alla ricerca della vita eterna, chiude il cerchio dell’esistenza all’interno del quale si ravvede un certo ordine. Come la vita eterna si percepisce nella visione di una linea continua, senza fine, così la morte eterna appare buia e angosciante. Quando alla vita si sussegue la morte, e a questa ancora la vita, la paura del passaggio si attenua un po’. E l’importanza del bardo che collega le molteplici esistenze, è in questo caso quella di celare la luce da cui tutto viene.
Senza sostenere la tesi per cui il Bardo Thos Grol sia una guida all’immortalità, che mi porterebbe a questioni metafisiche lontane dallo spirito laico contemporaneo, mi limito dunque a sottolinearne l’estrema importanza per la rivalutazione etica di cui si fa portatore, riconsiderando la morte come quel momento naturale che pone un limite necessario a una vita altrimenti fuori misura.

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1 CAPITOLO I : LE DOTTRINE TIBETANE SU MORTE E RINASCITA 1. BARDO THOS GROL: IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI 1 La traduzione letterale di Bardo Thos Grol, il titolo originale del Libro tibetano dei morti, è in realtà “la Grande liberazione attraverso l’udire nel Bardo”, e si riferisce alle formule recitate che dovrebbero risvegliare nel defunto il ricordo della propria esperienza della Vera Natura dei fenomeni, esperienza possibilmente maturata in vita attraverso la pratica. Tuttavia un tale ascolto si può rivelare provvidenziale anche per chi mai è entrato in contatto precedentemente con le dottrine menzionate oppure con chi non ha mai messo in pratica gli insegnamenti ottenuti, o anche semplicemente con chi non essendo un praticante di alto livello, non ha raggiunto la consapevolezza dell’indissolubile unione primordiale della Luce con la propria coscienza. L’udire tale insegnamento, nel momento in cui si muore, momento nel quale la coscienza libera dai sensi fallaci è nove volte più chiara 2 , è un utilissimo contributo alla liberazione dalla visione dualistica che ricondurrebbe alla rinascita, cioè a una continua trasmigrazione. Si tratta dunque, in effetti, di una liberazione attraverso l’udire. Il Thos Grol è un testo dedicato interamente alla questione che più di ogni altra preoccupa da sempre le popolazioni del continente asiatico, specialmente di fede Buddista. Si tratta della liberazione dalla schiavitù del mondo illusorio creato da ciò che nel linguaggio indiano delle Upanishad, a cui si legano in maniera originale le 1 Ho utilizzato le seguenti edizioni del Libro tibetano dei morti: N.Norbu Il libro tibetano dei morti, Newton Compton, Roma 1983; Lama Lodo, Insegnamenti sul Bardo/La via della morte e della rinascita, Ubaldini, Roma 1996; Sogyal Rinpoche, Il libro tibetano del vivere e del morire, Ubaldini, Roma 1994; R.A.F. Thurman, Il libro tibetano dei morti, Neri Pozza, Vicenza 1998; C.Trungpa e F.Fremantle, Il libro tibetano dei morti, Ubaldini, Roma 1977 2 Vedi a proposito N.Norbu, p. 16

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Denis Smaniotto Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1779 click dal 16/09/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.