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I procedimenti e gli istituti finalizzati allo sviluppo economico: i patti territoriali e i PIT

Lo sviluppo locale è un tema che ormai si è imposto nelle teorie dello sviluppo economico grazie soprattutto all'azione della Comumità Europea e alle politiche di decentramento amministrativo degli anni 80-90 avviate nel nostro Paese che hanno progressivamente riconosciuto funzioni amministrative e strumenti innovativi in materia di sviluppo economico delle comunità locali. Programmazione negoziata, patti territoriali e, da ultimo, i progetti integrati territoriali (PIT) altro non sono che strumenti messi in mano alle istituzioni locali e alle relative classi dirigenti locali per far fronte all'esigenza ormai imprescindibile di costruire dal basso, dal territorio e dalle sue potenzialità, le basi per costruire uno sviluppo duraturo ed autodiretto. Come si vedrà queste nuove strategie si ripercuoteranno sull'assetto organizzativo dei poteri degli enti locali (sia dal punto di vista delle competenze amministrative che della previsioni di nuovi strumenti di organizzazione e di semplificazione amministrativa) e sui rapporti stessi con l'Unione Europea e le sue politiche, in particolare quella di coesione economico-sociale.
Nella parte conclusiva della tesi, infine, verrà affrontato il tema recente della regionalizzazione degli strumenti di programmazione negoziata, in particolare sia sotto il profilo della ripartizione delle competenze costituzionali Stato-Regioni sia sotto il più stretto profilo operativo.

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1 INTRODUZIONE L’oggetto di questo lavoro è un’indagine sui vecchi e nuovi strumenti amministrativi dell’intervento pubblico. Pertanto, partendo da un breve accenno ai presupposti giuridici ed economici che hanno giustificato un intervento pubblico dello Stato nell’economia, indagheremo gli strumenti amministrativi che le istituzioni hanno utilizzato nel corso degli anni per fronteggiare quello che probabilmente è stato una delle forme più pervasive di manifestazione del rapporto autorità (Stato) – libertà (cittadini). In questo lungo excursus abbiamo affrontato argomenti quali le ragioni storiche sociali della presenza di un apparato amministrativo preposto alle attività economiche, soprattutto nel Mezzogiorno, che ha storicamente rappresentato (e in certa misura ancora rappresenta) l’area del Paese che, sin dall’Unità d’Italia nel 1860, per le sue arretratezze culturali ed economiche ha condizionato non poco la forma stessa di Stato da adottare, visto che per fare fronte a quelle problematiche economico sociali e all’ assenza di un’adeguata classe dirigente il neonato Stato italiano fu “costretto” a darsi una forma statuale unitaria e fortemente centralistica, in modo che alla costruzione di un sistema amministrativo uniforme seguisse la costruzione di un mercato uniforme, che grazie agli “spiriti animali” avrebbe consentito un recupero del divario.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mario Aspromonte Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2476 click dal 19/10/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.