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La Commissione Parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Migliorini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Francesco Barbagallo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182


Nel panorama politico internazionale la Commissione stragi rappresenta un caso unico ed eccezionale; ciò non dovrebbe stupire, dato che in Italia, dal 1969 fino al 1974, si sono succedute una serie di stragi e di atti terroristici che hanno provocato più di trecento morti e migliaia di feriti.
Le coordinate storiche di questo quindicennio sono l’emergere della contestazione studentesca nel ’68 e lo stabilizzarsi della situazione politica con l’ascesa al potere del leader socialista Bettino Craxi.
Le radici di questi eventi sono da rinvenirsi nella situazione politica delineatasi nel decennio successivo al secondo conflitto mondiale.
Questo periodo vide, sul piano internazionale, l’esplodere della Guerra Fredda, in Italia la situazione politica si caratterizzò con l’ascesa al Governo della Dc.Intanto dagli anni ’50 in poi, poichè l’URSS si era affermata come potenza nucleare, non si contemplò più l’ipotesi di un terzo conflitto mondiale e i due Blocchi accettarono un periodo di apparente coesistenza pacifica. Apparente perché l’accordo eliminò solo l’ipotesi di uno scontro diretto ma non escluse affatto la possibilità di ogni altro tipo di scontro indiretto. Così iniziarono a svilupparsi forme di guerra non ortodossa o a bassa intensità meglio note come Stay behind. Queste, benché fossero state presenti in molti paesi del blocco occidentale sin dal primo dopoguerra, in Italia tra il ’53 e il ’56 in seguito alla crisi del centrismo subirono un forte incremento con l’istituzionalizzazione di Gladio, la più importante, nel 1956.
Negli anni ’60 la situazione politica internazionale si complicò ulteriormente con un forte arretramento del Blocco Occidentale.
In Italia poiché, alla fine degli anni ’60, non si disponeva di una maggioranza parlamentare disposta a spingere a destra la politica italiana, si pensò di provocare una svolta autoritaria da parte dello Stato.
Tale svolta doveva includere la repressione dei diritti civili, la soppressione delle libertà costituzionali e il ridimensionamento dei poteri del Parlamento.
Per attuarla era necessario creare una situazione di disordine generalizzato coinvolgendo i rossi, sia infiltrandosi che provocandoli in modo da giustificare una reazione delle Forze Armate.
Poiché un’operazione simile, denominata Chaos, era già stata adottata dalla Cia nel 1967 contro il movimento pacifista americano, si pensò di utilizzarla anche in Italia.
Nacque così la strategia della tensione.
Le fasi di questa svolta dovevano essere il verificarsi di attentati imputabili al terrorismo rosso, la richiesta della popolazione di una maggiore forza da parte del Governo nel reprimere il terrorismo, la dichiarazione dello stato di emergenza del Presidente del Consiglio e l’instaurazione di un regime autoritario.
Il primo atto di questa nuova strategia fu la bomba esplosa a Milano nella Banca Nazionale dell’Agricoltura il 12 dicembre 1969.
Ad essa seguirono altre sette stragi e molti episodi criminali dei quali la magistratura non riuscì ad individuare i responsabili.
Infatti, le coperture istituzionali di cui godevano la maggior parte dei responsabili fece gli apparati istituzionali depistassero sistematicamente le indagini. Nacque, così, l’esigenza di comprendere le ragioni di una tanto evidente anomalia e si pensò all’istituzione di uno strumento straordinario quale poteva essere una Commissione parlamentare d’inchiesta.
Pertanto la Camera dei deputati, nel 1987, approvava la costituzione di una commissione monocamerale di inchiesta., che per il sopravvenire delle elezioni anticipate terminò i lavori senza giungere ad alcun risultato significativo.
Il Parlamento nella X legislatura, istituì la Commissione bicamerale d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi con il compito di accertare:
· I risultati conseguiti e lo stato attuale nella lotta al terrorismo in Italia.
· Le ragioni che hanno impedito l’individuazione dei responsabili delle stragi e dei fatti connessi a fenomeni eversivi verificatisi in Italia a partire dal 1969.
· I nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani e l’assassinio di Aldo Moro istituita con legge 23 novembre 1979, n.597.

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3 INTRODUZIONE PROBLEMA La Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi è stata istituita nel 1988 e ha concluso i lavori alla fine della XIII legislatura, nel 2001. Nel corso del tempo numerosi elementi di novità sia, nelle indagini sia, nel panorama politico sono intervenuti a modificarne i compiti e a influenzarne i lavori. Nonostante tale Commissione abbia fatto un eccezionale lavoro di approfondimento sulla riemersione del terrorismo dopo il caso D’Antona, sul caso Moro e, più in generale, nell’analisi di tutti gli altri temi ad essa affidati, essa non è riuscita a produrre, alla fine dei suoi lavori, una relazione di maggioranza, tale da autorizzare una lettura unitaria del passato. Questa circostanza ha provocato numerosi attacchi da parte di giornalisti, intellettuali e politici che ne hanno sancito l’inutilità e il fallimento. In realtà, benché una valutazione dell’operato della Commissione sia necessaria, soprattutto da quando è divenuta il principale fornitore di materiale storiografico con cui ricostruire il primo cinquantennio di vita della Repubblica, tale valutazione non può essere suffragata solo da questa mancanza. Una valutazione corretta e imparziale dell’operato della Commissione deve invece tenere conto della particolare fisionomia della materia su

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