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Approccio all'analisi filmica in Ipervideo: l'opera di Pedro Almodòvar

Di ipertesti si parla ormai da diversi anni. Ma è soprattutto Internet ad aver rappresentato il senso di questa parola insegnando a milioni di persone a “navigare” nell’immenso patrimonio della conoscenza umana. L’ipertesto è stato paragonato ad una svolta epocale, rivoluzionaria, simile a quella dell’invenzione della stampa . È considerato una forma di esperienza della conoscenza che riproduce le modalità di funzionamento della nostra mente. Eppure le potenzialità dell’ipermedialità sono ancora inespresse: ci si è finora troppo concentrati sull’opportunità di collegare blocchi di parole, relegando tutto il non-verbale a svolgere un ruolo di contorno, di supporto al testo.
Grazie alla tecnologia attuale, invece, e alla possibilità di disporre di un archivio di immagini (oltre che di icone e simboli) pressoché infinito, diventerà accessibile una forma di linguaggio altamente connotativo, quindi capace di stimolare l’immaginario e creare così comunità in cui si interagisce attraverso dinamiche associative e connettive.
Nell’opera dei filosofi post-moderni, nei paradigmi dell’estetica Camp, negli esperimenti di narrativa filmica multilineare sono contenuti i passaggi teorici e pratici che permetteranno all’immagine di sostituire la parola scritta nel produrre senso all’interno di determinati percorsi cognitivi. Il primo di questi è l’interpretazione del cinema e la capacità di utilizzare il linguaggio cinematografico stesso per discutere, ampliare, approfondire il significato di un film.
Dall’opera del geniale, eclettico e provocatorio regista spagnolo Pedro Almodovar, partiamo alla scoperta di un metodo e di uno strumento che possono permettere di studiare, capire e parlare di cinema in maniera stimolante e immediata , utilizzando la materia stessa di cui sono fatti i film.

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APPROCCIO ALL’ANALISI FILMICA IN IPERVIDEO: L’OPERA DI PEDRO ALMODÓVAR Nel primo capitolo ho deciso di analizzare la vita e l’opera di Pedro Almodovar permeando l’una delle informazioni e delle suggestioni raccolte dall’altra. Ho lasciato che la storia e le vicende della sua vita privata, apprese da varie fonti biografiche, raccontassero e anticipassero le storie dei suoi film, così come i suoi personaggi ci parlano della sua vita e della sua maniera di concepire il ruolo di autore cinematografico. Il titolo di questo capitolo è “specchi veggenti”, poiché la vita vissuta e quella filmata si intrecciano e si riflettono in una catena di senso non lineare, diacronica e ipertestuale. Nel secondo capitolo sono contenuti i presupposti teorici della tesi, le osservazioni di alcuni studiosi sui meccanismi fascinatori del cinema e sulle modalità di esperire l’opera cinematografica a diversi livelli, il metodo di analisi filmica proposto da Casetti e di Chio, sulla base del quale ho sviluppato un modello di lettura ipertestuale, che ho chiamato “relazionale”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Fabio Ragonese Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3180 click dal 28/09/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.