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Autodeterminazione versus Secessione

Informazioni tesi

  Autore: Irene Magistro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Ida Caracciolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199


Sempre più spesso si parla nella prassi internazionale, ed anche in testi convenzionali, di “diritti dei popoli”, il diritto dei popoli all’autodeterminazione, diritto dei popoli a disporre liberamente delle proprie risorse naturali, ecc. Nella maggior parte dei casi il termine popolo è usato solo in modo enfatico e può essere tranquillamente sostituito, per indicare l’effettivo titolare del diritto, dal termine Stato. Sono solo gli Stati gli enti sovrani dell’ordinamento internazionale ed è chiaro che nella maggioranza dei casi il popolo potrebbe venire in rilievo, dal punto di vista giuridico, solo se si partisse dall’idea che lo Stato come soggetto di diritto internazionale non si identifichi con i governanti ma con i governati; senonchè una simile idea si rivela contraria alla realtà. Il discorso cambia, invece, quando di un diritto dei popoli si parla in relazione a norme che si occupano del popolo come contrapposto allo Stato, che si occupano dei governati come contrapposti ai governanti, che tendono insomma a tutelare il popolo rispetto all’apparato che lo governa. Norme del genere si riducono ad un solo principio generale: il principio di autodeterminazione dei popoli.
La dottrina dell'autodeterminazione nasce con l'affermarsi della “sovranità popolare”, attraverso le rivoluzioni nordamericana e francese con una spiccata vocazione universale.
Il primo documento in cui si trova un’enunciazione di quello che sarebbe in seguito divenuto noto nella dottrina come "Diritto di Autodeterminazione" è la Dichiarazione d'indipendenza americana del 1776, che si ispirò largamente agli ideali di libertà dei popoli da ogni oppressione, sia esterna che interna.
La vocazione universale dell’autodeterminazione veniva decisamente riconosciuta nelle proclamazioni della rivoluzione francese. Gli ideali rivoluzionari non furono relegati nell’ambito dei confini francesi: essi ispirarono le lotte dei popoli, condotte sulla base del principio delle nazionalità, per la liberazione dall’oppressione straniera.
L'apparizione ufficiale sulla scena politica internazionale del diritto di autodeterminazione avviene nel corso della Prima Guerra Mondiale, essa è dovuta da una parte a Lenin, con le sue "Tesi sulla Rivoluzione Socialista e sul diritto delle Nazioni all'autodeterminazione", dall'altra al Presidente statunitense Woodrow Wilson che, per primo, usò il termine pubblicamente nel 1918, nei suoi "14 punti", su cui si sarebbe dovuta basare la pace. È da evidenziare, però, che l’autodeterminazione si concepisce ancora nei confronti di tutti i popoli, non solo di quelli coloniali, e che emerge solo come principio politico e non di diritto internazionale positivo, per il quale dovremo attendere la Carta delle Nazioni Unite.

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Irene Magistro Autodeterminazione versus Secessione Introduzione 3 INTRODUZIONE Sempre più spesso si parla nella prassi internazionale, ed anche in testi convenzionali, di “diritti dei popoli”, il diritto dei popoli all’autodeterminazione, diritto dei popoli a disporre liberamente delle proprie risorse naturali, ecc. Nella maggior parte dei casi il termine popolo è usato solo in modo enfatico e può essere tranquillamente sostituito, per indicare l’effettivo titolare del diritto, dal termine Stato. Sono solo gli Stati gli enti sovrani dell’ordinamento internazionale ed è chiaro che nella maggioranza dei casi il popolo potrebbe venire in rilievo, dal punto di vista giuridico, solo se si partisse dall’idea che lo Stato come soggetto di diritto internazionale non si identifichi con i governanti ma con i governati; senonchè una simile idea si rivela contraria alla realtà. Il discorso cambia, invece, quando di un diritto dei popoli si parla in relazione a norme che si occupano del popolo come contrapposto allo Stato, che si occupano dei governati come contrapposti ai governanti, che tendono insomma a tutelare il popolo rispetto all’apparato che lo governa. Norme del genere si riducono ad un solo principio generale: il principio di autodeterminazione dei popoli. La dottrina dell'autodeterminazione nasce con l'affermarsi della “sovranità popolare”, attraverso le rivoluzioni nordamericana e francese con una spiccata vocazione universale. Il primo documento in cui si trova un’enunciazione di quello che sarebbe in seguito divenuto noto nella dottrina come "Diritto di Autodeterminazione" è la Dichiarazione d'indipendenza americana del 1776, che si ispirò largamente agli ideali di libertà dei popoli da ogni oppressione, sia esterna che interna.

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