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Linguaggio e realtà nel neorealismo cinematografico italiano

Il neorealismo cinematografico italiano. Movimento che prese le mosse da un determinato periodo storico, come illustrato in introduzione.
Si cerca di darne una connotazione non solo artistica e cinematografica ma anche sociale, in base ai principi estetici che possono corrispondere anche a principi etici e morali, attraverso l'analisi delle opere degli autori più significativi, nell'ordine: Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Giuseppe De Santis e soprattutto Cesare Zavattini e Vittorio De Sica.

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2 Introduzione 1. Le origini Sebbene il movimento noto come Neorealismo Cinematografico Italiano abbia raggiunto l’apice della notorietà negli anni 40 e 50, tra l’immediato dopoguerra e il periodo del boom, tuttavia le sue origini risalgono a qualche decennio prima. Per l’esattezza il primo ad usare il termine neorealismo, fuori dall’ambito cinematografico, riferendosi ad una corrente letteraria, fu Umberto Barbaro, il quale, in un suo saggio 1 , usò tale termine, che era già in uso dagli inizi del Novecento 2 per indicare un indirizzo filosofico di origine inglese avverso all’idealismo. Barbaro però aveva usato il termine neorealismo richiamandosi al movimento tedesco della Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività), volendo definire una narrativa che, colle sue stesse 1 Cfr. Umberto Barbaro – Letteratura Russa a volo d’uccello – saggio uscito a puntate su L’Italia letteraria dal 2 novembre 1930 al 22 febbraio 1931. 2 Cfr. Francesco De Nicola – Neorealismo. Editrice Bibliografica. Milano, 1996.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Catalano Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.