Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il crollo del peso messicano e cenni sulla crisi asiatica

La tesi vuole mettere in luce somiglianze e differenze tra due grandi crisi economiche degli anni novanta. La prima, trattata più approfonditamente è la crisi messicana del 1994/95, la seconda invece del 1997/98 è la crisi della regione sud-est asiatica (Asean 4), trattata in funzione della prima.
Mi sono soffermato in modo particolare sui problemi bancari di Messico e Tailandia in quanto furono "cassa di risonanza" per gli squilibrii macroeconomici dei rispettivi paesi.
Vedremo, attraverso questo percorso che mentre per il Messico fu una crisi di domanda, per i paesi dell'Asean 4 fu una crisi da offerta

Mostra/Nascondi contenuto.
I Introduzione Nel 1994 il Messico si trovò di fronte al collasso finanziario ed economico. Nel luglio 1997 iniziò la crisi finanziaria nel Sud-Est asiatico, che coinvolse la Tailandia, la Corea del Sud, l'Indonesia, la Malesia e le Filippine. Il Messico dei primi anni novanta era riuscito con successo a superare le crisi economiche degli anni ottanta e sembrava avviato ad un durevole sviluppo: rispetto al decennio precedente aveva un tasso d’inflazione risibile (scesa dal 114% del 1988 al 7% del 1994), un saldo primario in equilibrio e un rapporto debito/PIL (35% nel 1993) fra i più bassi di quelli dei paesi OECD. La politica del tasso di cambio a banda di oscillazione predefinita (crawling peg system) e l’ingresso del Messico nel NAFTA (Accordo di libero scambio dei paesi nord americani) attiravano un forte afflusso di capitale estero, creavano forti aspettative di crescita economica ed un clima favorevole agli investimenti. L’afflusso di capitali provocò di conseguenza un significativo apprezzamento reale del peso e una rapida espansione del credito bancario al settore privato e rendeva il finanziamento del debito pubblico meno oneroso. Inoltre sosteneva l’investimento che era superiore al risparmio nazionale (in Messico fu sempre modesto, attorno al 19%). Vedremo nel capitolo 2 che la combinazione di questi fattori aveva prodotto anche un maggiore deficit di parte corrente e una progressiva perdita di competitività delle esportazioni. Tuttavia tale disavanzo era visto come momento transitorio dove il Messico stava aumentando la propria capacità produttiva nella prospettiva di migliorare ed espandere le esportazioni verso l’estero. Vedremo che in realtà il credito andò a soddisfare più i consumi che gli investimenti in un clima di finta prosperità. Sia nel capitolo 2, riguardante la crisi del ’94, sia nel capitolo 4 sulla riforma del sistema bancario messicano, vedremo come in effetti vi fu il boom dei consumi. Furono però gli shocks politici di crescente gravità che peggiorarono inopinatamente il quadro generale e alla lunga ebbero ripercussioni negative sulle aspettative degli apportatori esteri di capitale. La situazione iniziò a peggiorare a partire dall'assassinio del candidato presidenziale Colosio a marzo che generò nei mercati finanziari le prime concrete aspettative di svalutazione del peso. L'amministrazione

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Cremasco Contatta »

Composta da 304 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1560 click dal 12/10/2004.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.