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Aspetti problematici della normativa costituzionale sullo stato di guerra

Lo scopo del presente lavoro e' quello di prendere in esame le norme della nostra Costituzione concernenti lo stato di guerra, rappresentate fondamentalmente dagli articoli 11, 78 e 87, IX comma. Saranno riferite e valutate le principali opinioni dottrinali su alcune questioni interpretative sollevate dalla lettera dei citati disposti, al fine di pervenire alla esatta definizione del complessivo meccanismo che la nostra Carta ha introdotto nell' ordinamento con riguardo all' ipotesi bellica. Nel Capitolo 1 sara' analizzato il ripudio della guerra sancito dal primo alinea dell' art. 11 Cost.. Il problema e' qui quello di determinare quale tipo di "guerra" il costituente abbia inteso come oggetto del principio pacifista, posto che l' esame dei lavori preparatori e la lettura di altri articoli della Costituzione (52, I c.; 78; 87, IX c.) mostrano chiaramente come nel nostro ordinamento viga una forma solo "moderata" di pacifismo. Una esatta definizione del concetto di "guerra" e la conseguente delimitazione del ripudio non sono pero' possibili qualora ci si limiti alla considerazione degli intendimenti originari del costituente e delle norme interne dell' ordinamento. L' Italia e' affatto inserita nel contesto internazionale ed il suo ordinamento giuridico si informa ex art. 10, I c., Cost. alle norme del diritto internazionale "generalmente riconosciute", tali norme essendo sostanzialmente quelle della Carta delle Nazioni Unite. Al fine di integrare il principio costituzionale, dunque, saranno
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analizzate pur brevemente le principali norme di tale statuto concernenti la guerra. Il Capitolo si chiudera' con una valutazione circa il valore dell' art. 11 Cost. come disposizione di principio e con una disamina di alcuni episodi occorsi negli ultimi anni e che hanno visto l' Italia coinvolta in operazioni militari, si' che taluno ha sostenuto che queste abbiano violato il principio pacifista. Nel Capitolo 2 ci si occupera' invece della deliberazione dello "stato di guerra" da parte delle Camere e del conferimento dei "poteri necessari" al Governo, ex art. 78 Cost.. Dopo avere riferito dei lavori preparatori del disposto, si passera' ad esaminare le questioni inerenti alla forma di tale delibera (per stabilire se sia necessaria la veste di legge formale o sia sufficiente un atto bicamerale non legislativo), ai suoi effetti nell' ordinamento (anche in rapporto alla successiva dichiarazione del Presidente della Repubblica) ed al significato dei "poteri necessari" attribuiti al Governo, per comprendere se questi siano da intendersi come "pieni poteri" o se trovino invece delimitazioni precise riconducibili allo schema della delegazione legislativa ex art. 76 Cost.. Verranno infine studiate l' utilizzabilita' di alcuni strumenti particolari ai fini della deliberazione e la applicabilita' dell' art. 78 Cost. ai casi di guerra interna, anche con riferimento a quanto era sancito nel precedente ordinamento circa tali emergenze. Il Capitolo 3, infine, sara' dedicato ai poteri che la Costituzione repubblicana assegna al Presidente della Repubblica a proposito di guerra. Tali poteri consistono, ai sensi dell' art. 87, IX c., Cost. nel comando delle Forze Armate, nella presidenza del Consiglio
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supremo di difesa e nella dichiarazione dello stato di guerra previamente deliberato dalle Camere. Anche a questo riguardo verranno illustrate le principali questioni interpretative, con particolare attenzione per la dichiarazione che completa il meccanismo costituzionale di deliberazione della guerra. E' doveroso precisare che il fondamentale limite metodologico di questo lavoro consiste nella prospettiva quasi esclusivamente costituzionalistica adottata nell' affrontare il tema della guerra. Le norme del diritto internazionale saranno infatti considerate solo nelle loro linee piu' essenziali ed unicamente al fine di integrare il disposto costituzionale dello art. 11, contenente il principio pacifista, giusta il primo comma dell' art. 10 Cost..

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1 Introduzione Lo scopo del presente lavoro e' quello di prendere in esame le norme della nostra Costituzione concernenti lo stato di guerra, rappresentate fondamentalmente dagli articoli 11, 78 e 87, IX comma. Saranno riferite e valutate le principali opinioni dottrinali su alcune questioni interpretative sollevate dalla lettera dei citati disposti, al fine di pervenire alla esatta definizione del complessivo meccanismo che la nostra Carta ha introdotto nell' ordinamento con riguardo all' ipotesi bellica. Nel Capitolo 1 sara' analizzato il ripudio della guerra sancito dal primo alinea dell' art. 11 Cost.. Il problema e' qui quello di determinare quale tipo di "guerra" il costituente abbia inteso come oggetto del principio pacifista, posto che l' esame dei lavori preparatori e la lettura di altri articoli della Costituzione (52, I c.; 78; 87, IX c.) mostrano chiaramente come nel nostro ordinamento viga una forma solo "moderata" di pacifismo. Una esatta definizione del concetto di "guerra" e la conseguente delimitazione del ripudio non sono pero' possibili qualora ci si limiti alla considerazione degli intendimenti originari del costituente e delle norme interne dell' ordinamento. L' Italia e' affatto inserita nel contesto internazionale ed il suo ordinamento giuridico si informa ex art. 10, I c., Cost. alle norme del diritto internazionale "generalmente riconosciute", tali norme essendo sostanzialmente quelle della Carta delle Nazioni Unite. Al fine di integrare il principio costituzionale, dunque, saranno

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Paolo Ettore Della Bianca Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.