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Lo yoga: uno strumento pedagogico di alfabetizzazione emotiva per lo sviluppo empatico e sociale del bambino

“Motion and Emotion” la relazione tra emozioni e Yoga

Ho cercato di dimostrare come la relazione tra movimento corporeo, respirazione ed emozioni sia una vera simbiosi di aspetti fortemente correlati tra loro, di come la postura corporea sia altamente comunicativa, consapevolmente o meno, dello stato d’animo momentaneo e di come tutto il linguaggio sia inestricabilmente associato alla fisicità della persona che parla.
Se le emozioni vissute innescano dei veri bombardamenti presso i centri nervosi, attivando delle zone corporee ben delineate e predisponendole al movimento, è fondamentale l’insegnamento di queste conoscenze fin da piccoli, per apprendere il prima possibile le dinamiche soggiacenti, al fine di creare una corretta impostazione di comunicazioni e relazioni empatiche.

La direzione del mondo punta verso una continua e crescente esasperazione delle emozioni; le istituzioni, i media, il marketing creano strumenti, condizioni e sofisticazioni per comunicare una emotività sempre più aggressiva e irrazionale, tesa ad un innesco immediato verso la soddisfazione di esigenze primarie come il cibo, il sesso, la celebrazione dell’ego.

Tutto ciò relega la coscienza dell’essere umano ad un livello molto basso che conduce inevitabilmente ad una costante degradazione valoriale della società. A tal proposito D. Goleman scriveva con assoluta lungimiranza, nella sua prefazione all’edizione Italiana di Intelligenza Emotiva, di come la società americana si dibattesse in una profonda crisi sociale fatta di violenza e crimine giovanile e di come la nostra società italiana fosse fortemente a rischio delle stesse problematiche. A distanza di molti anni da quella prefazione, si può assistere oggi alla concretizzazione di quelle parole rimaste mute e inascoltate, ma l’inversione di tendenza è sempre possibile e attuabile, attraverso l’educazione dei bambini alla conoscenza e all’ascolto.

Lo yoga è per eccellenza la disciplina che, attraverso il fare, permette di convergere le pluralità apparentemente contrastanti dell’essere umano in una unità indivisibile.
Nel Samkhyakarika si legge: “Ogni esperienza conoscitiva si fonda su tre elementi, vale a dire il soggetto che conosce, l’oggetto che viene conosciuto e il processo conoscitivo che ne deriva. Si è già detto come l’atto di conoscere consista, secondo il Samkhya, in una modificazione dell’organo di cognizione, […] nella forma sottile dell’oggetto percepito;[… ] Infine, una volta individualizzati, i dati sensibili sono mostrati all’intelletto sotto forma di idee, dato che l’intelletto non può percepire la realtà sensibile direttamente, non essendo a contatto del mondo esterno, e dovendo perciò avvalersi degli organi sensoriali per elaborare l’impressione dell’oggetto percepito, per esempio una mela (apparenza, colore, profumo, gusto, ecc.) e per trasformarlo in sostanza mentale, ossia nell’idea di una mela, che può così essere recepita.” [17] Ciò significa che lo stesso processo cognitivo altro non è che un procedimento di interiorizzazione ed elaborazione dell’esterno verso l’interno, una introversione dei sensi. Attraverso gli organi di senso si ha la possibilità di raccogliere le informazioni che saranno necessarie alla mente per originare ed organizzare le idee e sarà l’intelletto a percepire l’oggetto, divenendo in tutto simile ad esso.

Il percorso dello yoga in questo caso è il medesimo, attraverso gli asana e la respirazione si ripercorre la strada sensoriale relativa alla percezione del proprio corpo, la direzione a cui punta è l’attenzione e la concentrazione della mente su se stessa per lo sviluppo di una meditazione profonda del proprio essere. La coscienza di questo processo è liberatorio dall’egemonia dell’ego e dalla mera soddisfazione di bisogni primari immediati, che spesso contrastano con una visione più ampia e complessa della vita, creando tutti i presupposti per uno sviluppo armonioso e consapevole della persona.
Lo yoga consente di scoprire inoltre nuove radici, le inversioni, le cosiddette capovolte, permettono al praticante di inserirsi in un contesto spazio temporale totalmente invertito. In Sirsasana per esempio, la posizione sulla testa, si riesce ad osservare una realtà totalmente diversa da come la si conosce ordinariamente.

Trovandosi a testa in giù, i piedi sono in aria e la testa è in appoggio, il praticante attraverso il suo corpo comunica alla sua mente una nuova presa di coscienza dell’equilibrio innanzi tutto, ma anche dello stesso principio di radice: non sono più i piedi a supportare il corpo, ma il collo e la testa sono i principali sostenitori di tutto lo scheletro. La pressione del cranio fa sì che la mente sia ferma fisicamente ma anche figurativamente, il corpo è lo specchio della mente e le impressioni del corpo si imprimono radical-mente anche nella mente. La relativa durata di un asana è poi fondamentale, perché consente al praticante di passare attraverso il dolore o la paura; la tenuta di un asana è metaforicamente inteso come atto di affrontare un dolore, una sofferenza, un problema è un’appropriazione di una soluzione, è un atto creativo di un superamento di una difficoltà oggettiva.
Lo yoga è pertanto un movimento dall’esterno verso l’interno, è un flusso ininterrotto di coscienza che consente al praticante la conoscenza di se stesso a livelli più profondi di quanto ordinariamente riesca a percepire, incarna se vogliamo lo stesso processo cognitivo. Non solo, lo yoga permette una sorta di relazione con l’inconscio, inteso come retro del corpo, in tutti gli asana c’è una sperimentazione di come il dorso debba rientrare nel torace per agevolare sia l’apertura toracica, ma anche quella delle spalle, delle clavicole per liberare il collo, inteso anche come gola, quale espressione diretta della persona attraverso la voce.
La voce è infatti un tratto fondamentale di ogni essere umano, fortemente connessa al lato emozionale è direttamente coinvolta in ogni stato d’animo della persona e in Oriente è molto presente il canto come tratto celebrativo che accompagna e scandisce ogni momento della vita sociale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lo yoga: uno strumento pedagogico di alfabetizzazione emotiva per lo sviluppo empatico e sociale del bambino

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Arditi
  Tipo: Tesi di Master
Master in Operatore yoga per bambini e la scuola
Anno: 2018
Docente/Relatore: Giuffrè Rosa
Istituito da: Federazione Italiana Yoga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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